WikiLeaks, Assange arrestato a Londra. Ecuador revoca asilo politico

. Cronaca

Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, è stato arrestato a Londra nella sede dell'ambasciata dell'Ecuador, dove aveva trovato asilo politico dal giugno 2012. Funzionari di Scotland Yard, chiamati dall'ambasciatore di Quito, hanno preso in consegna l'attivista australiano, 47 anni, oggi anche con cittadinanza ecuadoriana, che nelle prossime ore sarà condotto davanti a un giudice per vagliare la sua situazione. Sette anni dopo essere entrato nell'ambasciata, Assange è ora sotto custodia per affrontare debitamente la giustizia del Regno Unito", ha detto il ministro dell'Interno, Sajid Javid, che ha aggiunto: "Nessuno è al di sopra della legge". Assange era balzato agli onori delle cronache internazionali, quando nel novembre 2010 rese di pubblico dominio sul sito WikiLeaks decine di migliaia di documenti diplomatici statunitensi, molti dei quali etichettati come "confidenziali" o "segreti". Praticamente negli stessi giorni una donna svedese lo accusa di stupro e le autorità di Stoccolma emettono un mandato internazionale. Assange si presenta spontaneamente a Scotland Yard e viene arrestato. Nel frattempo la Svezia presenta una richiesta di estradizione, secondo gli amici di Assange finalizzata a consegnarlo agli Stati Uniti, dove lo attende un processo per spionaggio. accusa che gli potrebbe costare l'ergastolo e addirittura la pena di morte. Quando la Gran Bretagna approva la richiesta di estradizione in Svezia, l'attivista australiano - nel frattempo liberato su cauzione - decide di rifugiarsi nella sede diplomatica dell'Ecuador a Londra e ottiene protezione dal presidente socialista, Rafael Correa. Nel maggio 2017 la Svezia archivia le accuse, mentre il nuovo presidente dell'Ecuador, Lenin Moreno, chiede una soluzione della vicenda in tempi brevi. Intanto Assange e WikiLeaks si erano esposti a nuove accuse negli Usa per la pubblicazione di una serie di mail della campagna presidenziale di Hillary Clinton, fornite secondo fonti dei servizi Usa dalla Russia. Il presidente dell'Ecuador in un video spiega la decisione, lamentando che Assange durante la sua permanenza nell'ambasciata abbia "interferito negli affari interni di altri Stati", mentre WikiLeaks denuncia la "violazione del diritto internazionale". Geoffrey Robertson, uno degli avvocati di Assange, ha sottolineato che Washington vuole incarcerare l'attivista come monito contro chi intenda pubblicare materiali top secret: "C'è l'assicurazione che non verrà applicata la pena di morte, ma una lunga carcerazione in ragione dello stato di salute e dell'età del signor Assange vorrebbe dire morte in prigione". Al momento non ci sono previsioni sui tempi di una eventuale estradizione, ma alcune fonti indicano almeno un paio d'anni per il completamento delle procedure. A sostegno di Assange si è espresso un altro attivista nel mirino delle autorità statunitensi e britanniche, Edward Snowden, attualmente riparato in Russia. Solidarietà anche dalla nota attrice Usa, Pamela Anderson, mentre il Cremlino - secondo l'agenzia Tass – auspica che "siano rispettati tutti i diritti di Assange" e la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, scrive su Facebook: "La mano della 'democrazia' strangola la libertà".

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