Maratona Trieste, il tira e molla sugli africani. Apartheid sportivo o provocazione?

. Cronaca

Marcia indietro. Alla fine la maratona per soli bianchi riapre le porte agli atleti africani: segnale di un nuovo apartheid sportivo o provocazione contro lo sfruttamento degli atleti da parte di procuratori senza scrupoli? Con ogni probabilità a vincere la mezza maratona, sulla distanza di 21,0975 chilometri, a Trieste il prossimo 5 maggio sarà ancora una volta 'il kenyano di turno', ma intanto la bomba della polemica sportivo-politica è esplosa. È scontro tra chi vede un nuovo episodio di razzismo in un'Italia che sta imboccando un brutta china e chi denuncia lo 'scafismo' anche nello sport. Fabio Carini, promotore dell Trieste Running Festival, su Facebook afferma: "Ho ascoltato il mio cuore nel denunciare con una presa di posizione eclatante un sistema che considero discriminante", ma poi "ho dato retta alla testa nel fare un passo indietro". In un primo momento lo stesso Carini aveva affermato: "No al mercimonio di eccellenti corridori africani sfruttati da manager che si arricchiscono sulla pelle e sulle gambe altrui. Questa è l'unica verità che deve aprire una nuova era dello sport fondato sul rispetto dei valori". Un pretesto per coprire un appuntamento degno del ku klux klan avevano tuonato i critici, che a partire dai social avevano espresso la loro indignazione - "Si inaugura la maratona razziale" - e dato il via all'hashtag #boicottamaratonatrieste. Gli organizzatori messi alle strette ci mettono allora una pezza: "Dopo avere lanciato una provocazione che ha colto nel segno, richiamando grande attenzione su un tema etico fondamentale, inviteremo anche atleti africani". La corsa di Trieste nel frattempo era diventata terreno per il riproporsi dell'ormai quotidiano scontro a tutto campo tra gli alleati/nemici di Cinque stelle e Lega. Secondo il vicepremier grillino, Luigi Di Maio: "La vicenda per come sta emergendo rasenta la follia. È giusto combattere lo sfruttamento dei corridori africani, ma non è così che si fa. Non è escludendoli da una gara che si combatte il problema. Anzi, così il problema si aggrava". Non ci stava però il governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga, esponente del Carroccio: "Non è vero che ci sono esclusioni, tutti potranno partecipare. È stata fatta una disinformazione senza precedenti". Il sottosegretario allo sport, Giancarlo Giorgetti, anche lui della Lega, ha puntualizzato: è "sbagliato escludere gli atleti africani", ma "attenzione perché il malessere esploso a Trieste nasconde l'ennesimo sfruttamento" da parte di "quelli che chiamo gli scafisti dello sport". Una affermazione bocciata dal segretario Pd, Nicola Zingaretti: "Sento parlare di scafisti dello sport: non pensavo che saremmo arrivati a tanto", la Lega "lasci in pace il mondo dello sport, lo tengano fuori dalla propaganda". Sulla eventualità di una maratona per soli bianchi, la Federazione italiana di atletica leggera aveva annunciato di aver aperto un'inchiesta e il segretario della Fidal, Fabio Pagliara, segnalava: "Siamo la Federazione che applica uno ius soli molto avanzato, dove l'uguaglianza e il rispetto sono l'assoluta normalità". Martino Ghielmi, fondatore del sito vadoinafrica.com, spiega: "Che il settore non brilli per limpidezza è un dato di fatto", con "atleti considerati macchine e non persone", sportivi professionisti di 'seconda fascia' che non si diventeranno mai "ricchi come nel calcio", ma che tuttavia possono "cambiare vita, guadagnando in pochi anni l'equivalente" di centinaia di quelle famiglie di contadini a livelli di sussistenza in Kenya o in Etiopia da cui provengono.

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(foto di Josiah Mackenzie)

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