Himalaya, esercito indiano avvista orme dello yeti. Frizzi e lazzi sui social

. Cronaca

Come se non fossero bastati i piloti militari che giurano di aver avvistato i dischi volanti, ora arriva l'annuncio via Twitter dell'avvistamento delle orme del leggendario yeti, l'abominevole uomo delle nevi, da parte di un plotone di montagna dell'esercito indiano. I soldati di New Delhi festeggiano la scoperta - avvenuta nel corso di una spedizione alpinistica sulla vetta himalayana nepalese del Makalu, la quinta montagna più alta della Terra con i suoi 8.463 metri - con una serie di foto delle impronte nella neve della misteriosa creatura, oltre a uno scatto del loro gruppo orgogliosamente in posa, con tanto di uniformi tirate a lucido e decorazioni in bella vista. L'ufficialità data alla notizia ha infiammato i social, dove le immagini sono divenute virali, scatenando una vera e propria ondata di incredulità e di ilarità. La scoperta delle impronte, che misurano 81 centimetri per 38, è avvenuta il 9 aprile scorso, ma secondo una ricostruzione del Times of India, l'esercito indiano ha deciso di renderla nota attraverso il proprio profilo ufficiale, che vanta circa sei milioni di fan, solo dopo aver riscontrato la corrispondenza con altri rilievi condotti negli ultimi anni, anche da spedizioni scientifiche: "Le prove sono state fotografate - hanno reso noto fonti militari - e consegnate agli esperti in materia. Abbiamo pensato fosse opportuno rendere pubblica la notizia, anche per rilanciare l'indagine scientifica e riaccendere l'interesse" sulla questione. Lo yeti, come il suo 'cugino' nordamericano "Bigfoot", è entrato ormai nell'immaginario collettivo a livello mondiale, oltre a far parte della cultura tradizionale e delle credenze popolari delle genti delle regioni dell'Asia centrale, dall'India al Nepal, al Bhutan. Viene descritto come un essere corpulento, con analogie con le grandi scimmie antropomorfe e in qualche caso anche con l'uomo, di un altezza tra il metro e 80 fino a circa 3 metri, arti superiori lunghi fino alle ginocchia e ricoperto di una folta pelliccia. Il primo racconto diffuso in occidente è contenuto nei resoconti di un viaggiatore bavarese agli inizi del XV secolo, mentre nella prima metà dell'Ottocento il magistrato britannico, R. R. Hodgson, riferì dal Nepal dell'avvistamento di una creatura pelosa simile a un uomo. Molto clamore nel 1951 fecero le foto scattate dagli alpinisti inglesi Eric Shipton e Michael Ward dell'impronta di un piede umanoide rinvenute durante una spedizione sul ghiacciaio Menlung a circa 7 mila metri di quota al confine tra Nepal e Tibet. Numerosi, anche in anni più recenti, i tentativi di risolvere il mistero. Nel 1986 lo scalatore Reinhold Messner avvistò nel Tibet orientale una creatura ritta sulle zampe posteriori, che guardava nella sua direzione e ipotizzò si trattasse di un orso delle nevi. Nel 2013 i test del Dna effettuati dal professore di genetica dell'Università di Oxford, Bryan Sykes, sui campioni di alcuni ritrovamenti hanno riscontrato corrispondenze con un antico orso polare. Altre ipotesi non escludono l'eventualità di esseri umani affetti da ipertricosi, abbandonati e cresciuti allo stato selvaggio. Insomma, un mix 'super peloso' tra il Mowgli del "Libro della giungla" e Tarzan di Edgar Rice Burroughs.

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(foto da profilo Twitter ADG PI-INDIAN ARMY)

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