Papa, "migranti vanno aiutati" e ricorda anche le nostre periferie

. Cronaca

Nuovo accorato appello dalla basilica di San Pietro di Papa Francesco per "gli ultimi, i più deboli: i migranti", che "vanno aiutati". Nel sesto anniversario della visita a Lampedusa del luglio 2013, che fu anche il primo viaggio del suo Pontificato, Bergoglio ha voluto celebrare una messa aperta solo a migranti, rifugiati e ai volontari delle diverse sigle che si occupano dell'accoglienza. Ultimi "Il mio pensiero - ha detto Bergoglio nell'omelia - va agli 'ultimi', che ogni giorno gridano al Signore, chiedendo di essere liberati dai mali che li affliggono. Sono gli ultimi ingannati e abbandonati a morire nel deserto; sono gli ultimi torturati, abusati e violentati nei campi di detenzione; sono gli ultimi che sfidano le onde di un mare impietoso; sono gli ultimi lasciati in campi di un'accoglienza troppo lunga per essere chiamata temporanea". Parole severe, che poi si aprono alla richiesta di impegno e solidarietà anche per quegli "italiani" continuamente invocati a gran voce dai sovranisti come alternativa agli "invasori" stranieri. Periferie I migranti, afferma il Papa "sono solo alcuni degli ultimi che Gesù ci chiede di amare e rialzare" e "purtroppo le periferie esistenziali delle nostre città sono densamente popolate di persone scartate, emarginate, oppresse, discriminate, abusate, sfruttate, abbandonate, povere e sofferenti. Nello spirito delle Beatitudini siamo chiamati a consolare le loro afflizioni e offrire loro misericordia; a saziare la loro fame e sete di giustizia; a far sentire loro la paternità premurosa di Dio; a indicare loro il cammino per il Regno dei Cieli". Insomma, secondo Francesco, i migranti "oggi sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata" e soprattutto, come tutti gli altri schiacciati da pesanti questioni sociali, "sono persone, sono prima di tutto persone umane". Scala Per il Santo Padre "viene spontaneo riprendere l'immagine della scala di Giacobbe: in Gesù Cristo il collegamento tra la terra e il Cielo è assicurato e accessibile a tutti. Ma salire i gradini di questa scala richiede impegno, fatica e grazia. I più deboli e vulnerabili devono essere aiutati. Mi piace allora pensare che potremmo essere noi quegli angeli che salgono e scendono, prendendo sottobraccio i piccoli, gli zoppi, gli ammalati, gli esclusi, gli ultimi che altrimenti resterebbero indietro e vedrebbero solo le miserie della terra, senza scorgere già da ora qualche bagliore di Cielo". Salvezza A tutti i cattolici, anche a quelli attratti dalla predicazione rosario alla mano del ministro Salvini, Francesco dice chiaro e tondo: "Si tratta, fratelli e sorelle, di una grande responsabilità, dalla quale nessuno si può esimere, se vogliamo portare a compimento la missione di salvezza e liberazione alla quale il Signore stesso ci ha chiamato a collaborare. So che molti di voi, che sono arrivati solo qualche mese fa, stanno già aiutando i fratelli e le sorelle che sono giunti in tempi più recenti. Voglio ringraziarvi per questo bellissimo segno di umanità, gratitudine e solidarietà".
(foto da c.vatican.va)

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