Ciao Dario! Se ne è andato a 90 anni il "giullare da Nobel". Quando Fo disse ai grillini "Per favore, ribaltate tutto"

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Addio Dario. Se ne è andato a novant'anni, all'ospedale Sacco di Milano per una grave insufficienza polmonare, il "giullare da Nobel" Dario Fo, drammaturgo, attore, regista, scenografo, scrittore e pittore, autore, figura da protagonista nella letteratura e nello spettacolo italiano: una vita dedicata al teatro e all'impegno civile e politico, da ultimo, e sempre da sinistra, a sostegno del Movimento fondato da Grillo e Casaleggio che lo ha anche proposto, in tempi recenti, per la nomina a senatore a vita. Fo ha cessato di vivere, tre anni dopo la scomparsa di Franca Rame, compagna di teatro e di vita,  la sua 'Eva', nel giorno in cui il Nobel per la Letteratura è stato assegnato a Bob Dylan, un altro uomo di spettacolo (dopo il "giullare medioevale", il "menestrello" americano) , un'altra sorpresa come quella che suscitò nel 1997 il conferimento del premio dell'accademia svedese all'autore de 'Il mistero buffo' (1969) e di un altro centinaio di pieces teatrali, conferimento che solo in Italia fece storcere la bocca a quegli intellettuali che avrebbero preferito altri candidati. Ma il prescelto fu lui con una motivazione che ha reso meglio di ogni altro giudizio il senso della sua arte: "Seguendo la tradizione dei giullari medioevali dileggia il potere restituendo dignità agli oppressi". Quel dileggio del potere - come quello democristiano in Rai negli anni '60 - che dopo la 'scandalosa' Canzonissima del '62 lo tenne lontano dalla tv pubblica per quattordici anni. E' un coro quasi unanime di cordoglio quello che ha accompagnato oggi la notizia della sua morte (con l'eccezione di Brunetta perchè Fo lo prese in giro per la sua statura). Domani al Piccolo di Milano la camera ardente. Sabato i funerali in piazza Duomo. Particolarmente commosso e riverente l'omaggio a Fo di tutto il Movimento 5 Stelle che ricorda sul blog le parole pronunciate dal Nobel alla manifestazione del 19 febbrio 2013, quando invitò il popolo grillino a "ribaltare tutto" ("Mi sembra di essere tornato indietro di molti anni, alla fine della guerra, l'ultima guerra mondiale. Ci fu una festa come questa e c'era tanta gente come siete voi: felici, pieni di gioia e, non dico speranza, la speranza lasciamola a parte, ma di certezza che si sarebbe rovesciato tutto e non ci siamo riusciti. Fatelo voi per favore, fatelo voi! Ribaltate tutto per favore"). Questo il ricordo di Beppe Grillo: "Dario non era semplicemente un uomo libero, era la libertà incarnata. Un uomo fortunato di virtù che lo divertivano, coronate da un’insaziabile curiosità. Descrivere una perdita così è straziante quanto impossibile; l’ultima cosa che abbiamo perso è il Dario premio Nobel, la prima è l’esempio di un modo grandioso di interpretare la propria umanità, che ci ha sempre regalato a piene mani". 

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