Diritto d'autore, ok Parlamento europeo a tutela sul web

. Cultura

Disco verde del Parlamento europeo sulla direttiva che stabilisce nuove regole a tutela del diritto d'autore anche sul web. La normativa è stata approvata con una robusta maggioranza trasversale a tutti i gruppi presenti nell'aula di Strasburgo: i sì sono stati 348, 274 i no e 36 gli astenuti. Eccezione vistosa il voto negativo da parte di MoVimento 5 stelle e Lega, i due azionisti della maggioranza di governo gialloverde in Italia. In generale parere positivo è venuto dai popolari (Ppe), con l'eccezione di svedesi, polacchi, lussemburghesi e ungheresi; dai socialisti, ma contrari i tedeschi della Spd; dai Liberaldemocratici (Alde) e dalla la maggioranza dei conservatori dell'Ecr, esclusi i polacchi. Nella destra sovranista (Enf), il Carroccio si è distinto dal voto favorevole del partito di Marine Le Pen. Per il no hanno votato in prevalenza i Verdi e l'estrema sinistra del Gue; e in modo compatto gli euroscettici del gruppo dell'Efdd, di cui fanno parte i grillini. Le nuove regole Ue sul copyright - che includono precise salvaguardie alla libertà di espressione - consentiranno ad autori, creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web il pagamento di compensi per l'utilizzo dei contenuti da loro realizzati. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei gestori online che saranno direttamente interessati da questa nuova legislazione e che dovranno condividere i ricavi per l'utilizzo di opere tutelate da copyright sulle rispettive piattaforme Internet. Le piattaforme saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati. In parallelo, la direttiva include numerose disposizioni specificamente concepite per garantire che Internet rimanga uno spazio di libertà di espressione. Continuerà a essere possibile il cosiddetto "snippet", ovvero la pubblicazione in modo parziale da parte di aggregatori di notizie di articoli di attualità, a condizione che la parte condivisa magari da Facebook o da GoogleNews sia "molto breve". La direttiva non riguarda invece il caricamento di opere su enciclopedie online come Wikipedia o su piattaforme software open source come GitHub. Inoltre, le piattaforme di nuova costituzione (start-up) saranno soggette a obblighi meno severi rispetto a quelle più famose e consolidate. Il relatore del provvedimento, il popolare tedesco, Axel Voss parla di "un passo importante per correggere una situazione che ha permesso a poche aziende di guadagnare ingenti somme di denaro senza remunerare adeguatamente migliaia di creativi e di giornalisti". Per la Commissaria Ue al digitale, la bulgara Marya Gabriel: "La nuova direttiva permetterà di adeguare il diritto d'autore al XXI secolo"; mentre vice-presidente della Commissione. l'estone Andrus Ansip parla di "garanzie chiare e chiare regole comuni, che gli Stati membri dovranno utilizzare appieno". Ma timori sull'atteggiamento dell'Italia vengono espressi dall'ex ministro della Cultura, il Pd Dario Franceschini, che su Twitter nota: si è conclusa "una giusta battaglia che ha sempre visto l'Italia in prima fila. Sino al voltafaccia della maggioranza Lega e 5stelle, oggi tra gli sconfitti da un voto storico".

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