Terza svalutazione dello yuan in tre giorni, ma le Borse smettono di aver paura

. Economia

Terza svalutazione dello yuan in tre giorni. Il provvedimento deciso da Pechino arriva dopo il taglio di martedì 11 agosto del 2% della banda di oscillazione dello yuan rispetto al dollaro, e dopo quello di mercoledì di un altro 1,6% che ha fatto bruciare alle borse europee 227 miliardi. Stavolta però i mercati hanno smesso di aver paura anche per le rassicurazioni fornite dalle autorità monetarie cinesi, che si sono dette costrette alla svalutazione della moneta nazionale - la più imponente degli ultimi 20 anni - per il calo delle quotazioni dell'ultimo periodo e per favorire le esportazioni: piazza Affari ha chiuso con un + 1,56%, tutte positive le altre europee. All'apertura la People's Bank of China ha fissato il cambio della valuta cinese a 6,401 contro il dollaro Usa. Ieri lo yuan aveva chiuso a 6,387. Il valore fissato dalla Pboc e' quello medio intorno al quale puo' oscillare del più' o meno 2%.  Al terzo giorno di svalutazione di fila, la Borsa di Tokyo ha assorbito il colpo e, dopo l'incertezza iniziale, ha terminato gli scambi a +0,99%. L' obiettivo della People's Bank of China (Pboc, la banca centrale cinese) "e' quello di lasciare che sia il mercato a decidere il tasso di cambio della valuta cinese e la Pboc si asterrà' da interventi regolari sul mercato dei cambi", ha detto Yi Gang, vice governatore della Pboc in una conferenza stampa oggi a Pechino.  

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