"Pistola fumante di Renzi" per pubblicazione lettera Ue per le banche. Per loro ha deciso Italia ma non e' proprio così'..

. Economia

Alla fine si e' cosumato lo strappo del governo con Bruxelles per quella lettera sul salvataggio delle banche, che non doveva essere pubblicato, per non diventare oggetto di uno scontro politico alla luce del sole. I commissari europei alla stabilita' Hill e Vestager hanno inviato le loro osservazioni al ministro dell'Economia, Carlo Padoan, pochi giorni  prima del 19 novembre, giorno del varo da parte del governo italiano del decreto che ha fatto scattare la risoluzione per quattro banche, Etruria, CariFerrara, CariChieti e Marche. Dal documento emerge un evidente orientamento negativo di Bruxelles per questa soluzione, anche se non appare nessun diktat per l'Italia due commissari europei spiegano che l'utilizzo di un meccanismo di garanzia dei depositi (il fondo interbancario) in casi come questo e' soggetto alla disciplina degli aiuti di Stato e se "la valutazione porta a concludere che l'uso di questo schema e' un aiuto di Stato, scatterà a risoluzione della direttiva Brrd" (Si tratta della direttiva europea recepita dall'Italia che istituisce un quadro armonizzato a livello europeo in tema di risanamento e risoluzione degli enti creditizi) coinvolgendo anche risparmiatori. Il governo italiano aveva infatti in un primo momento pensato di fare fronte ai dissesti senza ricorrere al Fondo di risoluzione e di modello europeo, che implicava la sforbiciata al risparmio. Voleva invece usare il Fondo interbancario di garanzia sui depositi. Soldi delle banche priivati si', secondo l'Europa pero' gestiti e indirizzati dal governo e quindi aiuto pubblico. La Commissione comunque puntualizza che se l'utilizzo del Fondo di garanzia interbancario non fosse giudicato come aiuto di Stato e fosse invece considerato puro intervento privato, questo non farebbe scattare automaticamente il meccanismo europeo. In ogni caso la Ue precisa come "sia in capo alle autorità italiane la scelta degli strumenti e delle politiche da adottare" in caso di crisi bancarie pur ribadendo che "la Commissione preferirebbe sempre soluzioni di mercato", che riducano al minimo l'intervento pubblico. Insomma tradotto: l'Europa ha deto governo, noi vi avvertano poi fate un po' come volete voi, ma poi sono cavoli vostri. Attenzione alle conseguenze, che non garantirebbero comunque i risparmiatoti. Infatti avvertono che nel caso il governo avesse deciso di salvare i risparmiatori con i soldi del Fondo bancario e poi questo meccanismo fosse stato riconosciuto come aiuto di Stato, la risoluzione delle banche sarebbe scattata automaticamente per la direttiva Brrd, In sostanza se c'e' aiuto di Stato in ogni caso vanno colpiti gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati anche se le risorse usate sono di origine privata. Insomma se il governo avesse ignorato la posizione di Bruxelles e salvato il risparmio, l'effetto sarebbe stato nullo perché i nuovi fondi avrebbero dovuto essere accantonati. C'e' di più, se l'Italia avesse aspettato fino al 2016, con la piena entrata in vigore della Brrd, avrebbe dovuto colpire anche le obbligazioni più normali ed i conti correnti sopra i centomila euro di almeno una delle quattro banche. Ora Renzi si trova con la "pista fumante" in mano dopo avere dimostrato che Bruxelles, diversamente da quanto affermato in queste settimane, si e' dichiarata contraria all'utilizzo del Fondo interbancario di garanzia. Ora Renzi dovrà aspettare per vedere se altri in Europa avranno ancora voglia di scrivergli documenti riservarti e non destinati ad essere pubblicati.

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