Etruriagate, gli "squali" a caccia dei titoli "marci". Affare da 2 mld di euro, e quella leggina… Si parla anche di Serra

. Economia

La buona, la cattiva ed i furbetti, o meglio gli "squali". Nel crac delle banche popolari non sono solo le nuove (good) bank, che tra l'altro hanno annunciato che non risponderanno nemmeno di un euro con gli obbligazionisti "raggirati o truffati" (lo stabilirà la magistratura), banche ripulite dalle perdite e dai crediti deteriorati, grazie al decreto del governo (Il Salva Banche) , che ora fanno gola a chi nel mondo della finanza, anche internazionale, fiuta i buoni affari. Sono i crediti "marci"  della "bad bank", l'affare migliore,  i prestiti "incagliati" o in sofferenza, difficili da riscuotere, la vera potenziale miniera d'oro di chi saprà accaparrarseli.  Quel tesoretto ha visto ha visto il valore nominale dei crediti "marci", chiamati tecnicamente "nel", ovvero "non peroforming loans", svalutato al 17,65 del totale. Con una fenomenale sforbiciata, si e' fissato il prezzo degli 8,5 miliardi di credito ad appena 1,5 miliardi. Il margine di guadagno per chi volesse  cimentarsi (e se si hanno fondi e pazienza conviene di certo) nell'operazione di recupero credito, e' probabilmente ben superiore al guadagno stimato al netto di 2,5 miliardi. L'ex presidente, Giuliano Fornasari, nel suo sfogo con il Corriere, e' stato chiaro: "Il valore dei crediti  deteriorati e' stato abbattuto dell'85%. Per qualcuno Sara' l'affare della vita". Gia' ma per chi? Per i numerosi squali che si aggirarono nel mondo della finanza non appena sentono l'odore del pastone, costituito da milioni di euro. Non per gli ex azionisti ed obbligazionisti della banca, rimasti con un pugno di mosche in mano. Quei crediti "marci" in fondo sarebbero soldi loro ed invece il decreto del governo non destina nulla del prezzo del realizzo degli "nel" ai risparmiatori "fregati". Mentre "l'affare della vita" spetta agli squali della finanza. Sono loro che attendono la costituzione della bad bank, che sarà gestita da Bankitalia per accaparrarsene una fetta (o possibilmente tutto) per mettersi al lavoro, cercando certosinamente di rientrare in possesso di più euro che possono., Ed in questo sono o aiutati da una leggina, approvata lo scorso agosto e passata quasi inosservata. La leggina accelera i tempi di pignoramento degli immobili dei debitori. Rendendo più' rapido, e di conseguenza più remunerativo il lavoro degli esperti del credit management. Si dice che tra gli operatori specializzati nel recupero crediti ci sia anche un nome noto, quello di Davide Serra, finanziere renziano doc, sostenitore da sempre del premier.

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