Le borse europee fanno splash, bruciati 300 miliardi. Milano la peggiore (-4,8%). Lo spread tocca quota 150. Giù anche Wall Street

. Economia

Mercati a picco, crollano tutte le borse europee. Milano la peggiore (-4,8%, dai primi di gennaio piazza Affari ha perso quasi il 20%, ed è tornata ai livelli del 2013). Un altro 'lunedì nero', l'ennesimo dall'inizio dell'anno, caratterizzato da una raffica di sospensioni (giù tutti i bancari, giù anche Saipem e Fca). Un disastro: le Borse europee - anche Francoforte ha chiuso male con un -3,3% - in una sola seduta hanno bruciato circa 310 miliardi di capitalizzazione. Giù anche Wall Street, tornata i livelli dell'aprile del 2014. Hanno spinto sulle vendite le preoccupazioni e il pessimismo per la lenta, stentata ripresa delle maggiori economie mondiali, Europa, Usa e Cina, il nuovo calo del prezzo del petrolio (sceso di nuovo sotto i 30 dollari) e, per quanto riguarda l'Europa, il riproporsi del timore per il 'Grexit', cioè l'uscita della Grecia dall'eurozona. Il governo Tsipras trova mille difficoltà nella riforma delle pensioni voluta dall'Unione Europea ma osteggiata dalla popolazione e la Borsa di Atene ne ha pesantemente risentito chiudendo a -7%. Si è impennato lo spread: il differenziale tra Bund tedeschi e Btp italiani è arrivato a toccare i 150 punti chiudendo poi a 147, siamo tornati cioè a livello dell'estate scorsa. Stessa sorte per i bond di Portogallo, Spagna e Grecia, segnale della sofferenza di tutti paesi della sponda sud dell'Ue.

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