Banche, varato decreto per Bad Bank e riforma Banche di credito cooperativo, ma rinvio rimborsi

. Economia

Il governo nella notte ha affrontato il problema delle banche. Come meglio poteva, anche se non sembra avere rassicurato i mercati. E' stato deciso il via libera, dopo il si' dell'Europa, alla ormai famosa Bad Bank, anzi alle Bad bank, perché saranno più di una, le società' organizzate per comprare le sofferenze bancarie, i crediti deteriorati, con garanzie pubbliche a prezzo di mercato come voluto dalla Ue. Altrimenti sarebbero stati aiuti di Stato, proibiti da Bruxelles. C'e' anche una novità per incoraggiare ulteriormente le Bad Bank, che subentreranno nei beni e garanzie dei prestiti, la sospensione per due anni dell'imposta di registro a loro carico. Non e' entrato invece nel decreto il capitolo degli indenizzi per i risparmiatori colpiti dal crac delle quattro banche, in primis Etruria, affidato, come previsto dalla legge di Stabilita a decreti amministrativi. Che come ha detto Renzi saranno messi a punto nei prossimi giorni. Il governo intende chiudere il percorsosi riforma del settore, avviato con le Popolari e con le fondazioni. Le norme sulle Banche di credito cooperativo riprendono solo in parte lo schema di autoriforma proposta dal settore. Ci sarà una holding unica, capitale minimo un miliardo di euro, alla quale le singole banche potranno aderire attraverso un patto di coesione. Le banche che non vorranno aderire alla holding, potranno uscire dal sistema del credito cooperativo, diventando società per azioni, ma a patto che abbiano un capitale minimo di 200milioni e paghino una tassa del 20%. 

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