"Italia a rischio bail in", dossier choc di economisti vicino a Draghi. Rischio patrimoniale

. Economia

Lo studio di un gruppo di economisti vicini al presidente della Bce, Mario Draghi, e' un messaggio in codice per Renzi: cambia rotta o quando chiuderà l'ombrello della Bce sarà lo Stato a subire il bail in. In pratica si chiede a Renzi di mettere ordine nei conti pubblici anche attraverso una patrimoniale se necessario. Altrimenti il debito dovrà essere "salvato" con un prelievo ai danni degli italiani. Da quando Mario Draghi ha detto che avrebbe fatto qualsiasi cosa fosse necessaria per salvare l'euro, la Germania ha perso parte della sua influenza diretta nelle scelte di politica monetaria con la Banca centrale europea che ha svolto un ruolo di supplenza finanziaria tramite l'acquisto di titoli di Stato che hanno creato liquidità sul mercato. E' l'unico modo indiretto per la Bce di creare liquidità, visto che non può stampare moneta, come la Fed. Ma il Quantitative easing, prima o pio finirà, così come il ruolo di traino dell'Eurotower. Ovviamente Berlino non ha assistito impotente a questa situazione, subita come proprio non piace ai tedeschi, ed ora vorrebbe dettature condizioni vessatorie per riprendere in mano le redini dell'economia con la realizzazione dell'ultimo pezzo dell'Unione bancaria e finanziaria, il Fondo unico di risoluzione e la garanzia europea sui depositi. Il piano tedesco e' semplice, la Bundesbank (quella contro cui se l'e' presa Renzi) chiede alle banche di liberarsi dell'eccesso di titoli di Stato in portafoglio, fissando una soglia massima, affinché l'aiuto agli istituti non si trasformi in un trasferimento di danaro a paesi poco virtuosi. I bond di Eurolandia non devono più essere considerati privi di rischio ma dotati di un rating particolare (magari stilato da Berlino…) a seconda della nazione emittente. E' chiaro che se le banche dovessero vendere o non fossero autorizzate a comprare, collocare i titoli diventerà più difficile. E se uno Stato avesse bisogno dell'aiuto europeo sarebbe costretto al default tagliando il valore delle emissioni e riscadenziandole. Di fatto il bail in delle banche si trasferirebbe agli Stati, cioè all'Italia. Questo il messaggio degli "amici di Mario" al premier, con il maligno sottinteso "uomo avvisato mezzo salvato". O quantomeno "Noi lo avevamo avvertito...". Ma Renzi queste cose le sa benissimo, tanto che ieri e' tornato chiaramente a mettere il veto italiano sulla proposta tedesca riguardante i limiti di titoli per le banche ed ha anche attaccato le due principali banche tedesche che sono alle prese con titoli tossici. Ed anch'esse bisognose di aiuto. 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

Commenti

0 # AbatediTheleme 2016-02-18 16:59
No,
Renzi non sa proprio nulla. A partire dall'inglese, da Borges e dai numeri che ha in parlamento (vedi Cirinnà).
Viene caricato a molla da chi lo ha messo là, povero burattino senza fili... ma andando oltre questa notazione generale, di tutta evidenza, nel caso specifico chiunque in Italia al momento non potrebbe battere alcun pugno sul tavolo... Roma da sola ha 14 miliardi di euro di debiti certificati. La Finlandia ha un debito pubblico di 90 mld circa...
Pertanto invece di blaterare di "veti" che non si ha alcuna forza per imporre, quando si è in attesa di ulteriore "clemenza" per far sopravvivere la propria legge di stabilità, Renzi (cioè i suoi burattinai) farebbero bene a incidere sul sistema paese e sulle sue clientele, rendite medioevali e via dicendo.
Ma va da sè che il loro potere da lì dipende... quindi non lo faranno mai.
Arriverà il default col bail-in e poi si vedrà.

AdT

I commenti sono chiusi