Perché Renzi ha frenato sui "pignoramenti" rallentando l'effetto della Bad Bank?

. Economia

Renzi lo aveva annunciato, misure per aiutare le banche a rientrare dei loro crediti. Accelerare i tempi e le procedure per i "pignoramenti", favorendo l'opera della bad bank, negoziota per una anno a Bruxelles tra mille polemiche. "Il modo migliore per ridurre le sofferenze delle banche - aveva detto - e' in primo luogo far ripartire l'economia, secondo accelerare le procedure di recupero credito, che e' un tema oggetto della nostra attenzione". Tanto che il governo ha messo a punto un provvedimento ad hoc, che pero' non e' stato  approvato nel Consiglio dei ministri della scorsa settimana, che doveva decidere. Almeno per ora non se ne e' fatto nulla. E molti si chiedono il perché? Tempi più brevi e certi per potere prendere legalmente possesso di un bene dato a garanzia di un debito non saldato garantisce un maggiore valore di mercato ai crediti. Ma dietro i tecnicismi ( in Italia sono i più lunghi, minimo sette, otto anni per arrivare alla messa all'asta) c'e' un dosaggio politico. Infatti ci sono interessi contrapposti, da una parte i debitori insolventi che vogliono mantenere la loro proprietà il più a lungo possibile, dall'altra i creditori, banche comprese,  che cercano di prenderne possesso. E da una parte e dall'altra ci sono famiglie ed imprese. Non e' difficile capire perché perche' gli operatori specializzati siano restii a comprare un debito da una banca italiana, sanno che occorrono anni per recuperare una proprietà posta sotto garanzia. Si spiega così lo scarto di circa il 20% tra il valore di quei prestiti nei bilanci delle banche e il prezzo che gli investitori sono pronti a pagare. Vendere un credito con i tempi della giustizia civile più lenti d'Europa (il doppio del secondo paese più lento, la Slovenia) obbliga le banche a praticare sconti. Quelli non riconosciuti da Bruxelles se coperti da garanzia dello Stato, perché si configurerebbe l'aiuto di Stato. I crediti deteriorati delle banche sfiorano addirittura i 360 miliardi di euro. E' vero che il governo sta intervenendo con altre riforme utili: un mercato nazionale unico per la vendita dei beni pignorati, procedure più omogenee per diversi tipi di creditori. Ma allora e' ancora più difficile da capire la frenata di Renzi, almeno che non si tratti solo di questioni tecniche per la preparazione del provvedimento. 

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