La Bundesbank l'ha giurata a Renzi e i tedeschi vogliono "dimezzare" Draghi. Al centro partita su banche e debito pubblico

. Economia

La Bundesbank, attaccata pubblicamente per i suoi titoli tossici da Renzi, l'ha giurata al premier italiano. Lo vuole colpire in quello che ritiene il suo tallone d'Achille: le banche ed il debito pubblico. Se poi l'Italia arrivasse al bail-in con relativa bancarotta non ne sarebbe certo dispiaciuta. Per ora puntano Draghi, il presidente della Bce, che si trova in una posizione delicata. Draghi vorrebbe al più presto varare nuovi e più incisivi stimoli monetari per fare risvegliare l'inflazione in Europa e riprendere la crescita. Non solo la Bundesbank ma anche Berlino cerca di fermare questa mossa. Tanto e' vero che il Bundestag, la Camera bassa tedesca, ha approvato una mozione che prevede la "netta separazione dei poteri della Bce tra vigilanza bancaria e politica monetaria". Il documento, che essendo una mozione non e' vincolante per il governo rimane un forte messaggio politico per Francoforte, sede della Bce. Nella mozione si chiede al governo tedesco di "esaminare la possibilità di conflitti d'interesse causati dal doppio ruolo di responsabile da un lato della politica monetaria e dall'altro dei compiti di vigilanza bancaria con l'obiettivo di una separazione". Tradotto in due parole "dimezzare" Draghi, che ha espresso le sue perplessità sull'iniziativa tedesca di attribuire un rischio ai titoli di Stato (costringendo le banche più esposte, come quelle italiane, a cospicui accantonamenti e quindi aumenti di capitale), eventualmente considerando anche un tetto per ciascun istituto.  Come afferma il Fatto dietro a queste mosse si spiegherebbe il tentativo di "disinnescare" Draghi, che secondo il fronte dei paesi rigoristi con il Quantitative easing, attraverso l'abbassamento drastico dei rendimenti, avrebbe disincentivato molti paesi, tra cui l'Italia, a fare le riforme. Un tetto del 25% alla quota dei titoli di Stato costringerebbe le banche a mettere sul mercato un enorme quantitativo di titoli. Circa 300 miliardi secondo Mediobanca Securities. Morale, l'effetto Draghi verrebbe neutralizzato, i rendimenti del debito italiano salirebbero di molto. Un paese indisciplinato verrebbe subito sanzionato dal mercato attraverso il doppio canale del costo del debito e dei bilanci bancari. In soldoni per l'Italia sarebbe un vero disastro con conseguenze sociali e politiche imprevedibili. In un attimo potrebbero saltare parte dei risparmi di milioni di italiani.

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