Patto del Nazareno della "roba"? Berlusconi sta vendendo Mediaset ai francesi di Vivendi. Renzi sceglie la neutralità

. Economia

Patto del Nazareno della "roba"? Nel senso che Berlusconi, al di la' di qualche attacco di facciata, non ostacola più di tanto l'azione politica di Renzi, magari, come dicono i maligni, scegliendo pure per le comunali qualche candidato sicuro perdente alla Bertolaso, con l'idea poi, mai archiviata, di arrivare ad un "appuntamento" con il premier dopo le elezioni. Con la possibilità di puntellarlo  con i suoi moderati nella sua avventura alla guida del primo governo della Terza Repubblica. Intanto il terribile vecchietto ad ottant'anni sta anche sistemando la "roba" di famiglia. Non fidandosi fino in fondo delle capacita' manageriale del suo rampollo, Pier Silvio, visto che pure Confalonieri viaggia oltre gli ottanta. Nel tutto Renzi non lo ostacola, ha deciso che il governo rimanga neutrale, in quanto non ha intenzione di interferire se si stratta di accordo tra società private e quotate in borsa, nella grande operazione con la quale Berlusconi sta trattando la vendita di Mediaset ai francesi di Vivendi, il colosso dei media, guidato da Vincet Bollore'. Ci sarebbe già un accordo di massima. Uno scambio azionario, come anticipa Repubblica, tra Vivendi e Mediaset sancirà l'accordo tra i due gruppi dei media che vede, come prima cosa, la gestione da parte di Canal Plus dei canali Mediaset premium, e poi una co-produzione di contenuti di qualità che andranno ad arricchire i palinsesti della nascente piattaforma Over the top (Tv via Internet) alternativa a Netflix. Berlusconi si e' convinto che il futuro di Mediaset non possa essere gestito in famiglia, nonostante la resistenza de figli. Che giudica inadeguati. Comunque per completare l'intera operazione occorreranno alcuni anni. Di tutto cio' e' stato avvertito Matteo Renzi sia da Bollore' in persona, nel corso di un colloquio svoltosi circa un mese fa, sia da Fedele Confalonieri che ha fornito a palazzo Chigi i dettagli della avviatissima trattativa. Il vero interesse di Vivendi e' di entrare nel settore della Tv in chiaro, dove Mediaset mantiene una solida quota di mercato nella raccolta pubblicitaria, il 57% del totale. Con Pier Silvio che gioco forza passera' le leve della gestione operativa a un team di manager che abbiano la fiducia dei francesi. Il grande disegno Vivendi-Mediaset prevede poi una seconda fase di non secondaria importanza, che riguarda le infrastrutture, cioè le torri di trasmissione del segnale televisivo. Qui il governo fa sentire la sua voce e spinge perché le torri di proprietà di El Towers (Mediaset) vengano unite a quelle di Rai Way in un polo che dovra' essere a maggioranza pubblica e quindi con l'intervento di un operatore tipo cassa Deposito e Prestiti. Ma a questo punto il risiko si fa ancora più complicato e chiama in causa anche Telecom Italia, di cui Vivendi controlla la quota di maggioranza relativa, il 24,9%. Telecom un anno fa ha scorporato le proprie antenne di trasmissione in una società chiamata Inwit, l'ha quotata in borsa e poi ha messo in vendita il 45% del suo 60%. Due le offerte arrivate, una da Cellnex-F2i e l'altra da El Towers (Mediaset). Con i francesi intenzionati a indirizzare la vendita di Inwit nelle braccia di Berlusconi. Così il cerchio potrebbe chiudersi, togliendo le castagne dal fuoco alla famiglia Berlusconi, assicurandogli il controllo delle infrastrutture tlc, che come e' noto sono equiparabili a un bond e producono un reddito sicuro e costante nel tempo, Contemporaneamente Vivendi lascerà alla mano pubblica le infrastrutture legate alla televisione, che pero' sono anche quelle con minori prospettive di sviluppi futuri. Un disegno perfetto quello ideato da Berlusconi, un'abilissima operazione di mercato che sistema la sua famiglia per le prossime generazioni senza neppure il rischio di impresa e la fatica di dovere lavorare. 

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