I dubbi di Draghi: 2016 difficile come il 2015, ce la farà l'Europa a resistere di fronte a nuovi shock?

. Economia

"Il 2016 non sarà meno impegnativo dell'anno appena passato per la Bce" ha detto il capo della Banca Centrale Europea Mario Draghi che, presentando il rapporto Eurotower 2015, ha sottolineato tutte le incertezze che ancora gravano sulle prospettive dell'economia mondiale e manifestato anche "dubbi" sulla capacità di tenuta dell'Europa in caso di una nuova crisi. Draghi ha rivendicato il fatto che, grazie alle forti misure di stimolo adottate, la Bce abbia dimostrato "che non si arrende a una inflazione eccessivamente bassa, anche di fronte a forze deflazionistiche globali". "Gli effetti avversi - ha aggiunto - si sono intensificati agli inizi del 2016, rendendo necessario un orientamento ancora più espansivo della politica monetaria". Ad oggi gli stimoli varati consentono di aggiungere circa 1,5 punti percentuali al Prodotto interno lordo dell'area euro nel periodo 2015-2018, e hanno poi evitato che l'inflazione cadesse a valori ancora più bassi. In ogni caso, ha ribadito, "le prospettive per l'economia mondiale sono circondate da incertezza" e "si pongono interrogativi riguardo alla direzione in cui andrà l'Europa e alla sua capacità di tenuta a fronte di nuovi shock". Di qui un nuovo appello a tutti quei paesi che devono fare ancora sforzi per l'aggiustamento dei conti, come Spagna e Italia, a insistere sulla spending review, a rendere il loro sistema tributario più favorevole alla crescita e a limitare l'evasione fiscale". Secondo Draghi inoltre "la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro può esercitare effetti positivi sulla crescita e sull'occupazione".

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