Banche italiane ancora nel mirino, gli stress test non convincono le borse

. Economia

Doccia gelato per il governo. Nonostante il piano di salvataggio per Il Monte dei Pasci di Siena e gli stress test positivi, le azioni delle banche italiane crollano in borsa. Anche e soprattutto a causa della speculazione. Ma come si sa la speculazione si rivolge sempre nei confronti delle situazioni deboli. Il problema principale e' che manca la fiducia. Il calo pur in misura differenziata ha riguardato tutti gli istituti, anche quella Banca Intesa che e' stata giudicata dai controllori europei (stress test) tra le più solide al mondo. I mercati hanno ripreso a non fidarsi più dell'Italia. Gli stress test sono come un termometro che misura la temperatura dell'istante ma il futuro rimane imprevedibile e non può essere previsto semplicemente da un modello statistico matematico. L'economia e la finanza sono dominate da molteplici e variabili fattori. Per quanto riguarda le borse la cosa che conta di più e' la fiducia, che evidentemente, ancora manca. Ma che sta succedendo? Forse non si fidano del salvataggio di MPS. E' vero che le sue azioni ieri sono le uniche che hanno tenuto. Ma solo perché si tratta di un titolo che non si può vendere allo scoperto e la cui capitalizzazione e' talmente ridotta (20 volte meno di Intesa) che i suoi movimenti sono determinati da pochi scambi. Eppure tutti dicono che la Jp Morgan ed Atlante hanno salvato la banca senese. Molti non si fidano del fatto che la banca d'affari americana ha promesso di intervenire con 5 miliardi ma tra sei mesi. E senza firmare alcuna garanzia vincolante. Ma il mercato non vive di speranze e di promesse ed in sei mesi molti possono essere i cambiamenti dovuti anche a fattori esterni. La Jp Morgan ha un qualche obbligo morale con Renzi? Come se nella finanza la morale fosse mai esistita. Ci sono contratti che si stracciano anche dopo averli firmati, figuriamoci le promesse…. L'alternativa sarebbe stata quella tagliare la testa al toro e fare per MPS un vero e proprio salvataggio di Stato. Certo a Bruxelles avrebbero storto il naso. Ma non avremmo fatto altro che quello che francesi e tedeschi hanno già fatto anni fa, con buona pace di tutti. Il problema per molti ed evidentemente anche per molti investitori e' che l'Italia pecchi di presunzione ostinandosi a curare una polmonite con l'aspirina. 

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