Da Berlusconi a Renzi, dalla finanza creativa a quella ottimista, Padoan "Growth in 3 mosse"

. Economia

Tutti contro tutti sulle stime di crescita del paese. Il governo italiano in trincea, con a capo Renzi spalleggiato dal suo ministro del Tesoro Padoan, difende le sue previsioni di crescita, con tanto di ottimismo, legato anche alla previsione di un successo nel referendum costituzionale di dicembre. Considerato condicio sine qua non. Ma c'e' Bankitalia che autorevolmente mostra dei dubbi, così come alcune cancellerie europee, per non parlare di Bruxelles. E mentre tanto si dibatte su una possibile crescita del Pil di appena un punto, la Spagna, praticamente senza governo, mette a segno una crescita che e' pari al triplo della nostra. Qualche tempo fa, più di un lustro, il predecessore di Padoan, il ministro del Tesoro di Berlusconi, Giulio Tremonti, era sotto accusa anche da parte dei suoi stessi alleati, con allora in testa l'ora politicamente scomparso, Gianfranco Fini, per la sua cosiddetta finanza creativa. Gli rimproveravano di utilizzare la sua abilita' di commercialista per riempire di artifici i conti dello Stato, con in testa le famose cartolarizzazioni  (il processo di cartolarizzazione consiste in un specie di alchimia finanziaria che tramuta un'attività finanziaria indivisa, ad esempio un credito, in un'attività divisa e vendibile). Ora invece la nuova coppia Renzi-Padoan, se possibile va oltre. Non e' creativa ma e' ottimista, con un fatalismo sullo sfondo. Deve andare bene, perché e' l'unico modo per uscire dalla crisi. Ci si affida anche allo sorte sperando, in mancanza di certezze, che tutto vada per il meglio. Insomma il Pil deve crescere e crescerà dell'1% nel 2017. Parola di Renzi. Così toccherà nuovamente al ministro Carlo Padoan, in Parlamento la prossima settimana, spiegare anche con nuovi dati in che modo il governo riuscira' a centrare il suo obiettivo, appunto di crescita dell'1%. In inglese "Growth". Il ministro ha anche detto: "Obbligati a crescere!". Pronte le tre mosse per spingere il "Growth", maggiori nvestimenti pubblici, spinta a quelli privati tramite i super ammortamenti e, come al solito, tagli (non meglio precisati, perché sempre complicatissimi) alla spesa. Saranno comunque limitati ed altamente selettivi. Sperando anche che Bruxelles non metta il bastone tra le ruote alla manovra economica, tanto faticosamente messa a punto.

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