Una manovra da 26,5 miliardi e un decreto per abolire Equitalia. Renzi "Passo dopo passo..."

. Economia

Una manovra per complessivi 26,5 miliardi (15 solo per disinnescare le clausole di salvaguardia ereditate dal passato) e un decreto per abolire Equitalia "diventata vessatoria per i cittadini". Nella legge di bilancio 2017 illustrata stasera con una serie di slides da Matteo Renzi alla fine del consiglio dei ministri che l'ha approvata - ora va all'esame di Bruxelles che deve acconsentire ad un rapporto deficit-Pil del 2,3% invece del 2% previsto nel Dpef - ci sono 7 miliardi per le pensioni e nessun taglio per la Sanità come invece molti temevano. Al fondo per la sanità che sale a 113 miliardi sono stati assegnati due miliardi in più. Due miliardi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego e canone Rai che scenderà a 90 euro. Una legge la cui filosofia, ha spiegato il premier, "è merito e bisogno, competitività  (20 miliardi in più anni) ed equità, dare una chance a chi ci prova e una mano a chi non ce la fa" . Contestualmente alla manovra 2017 è stato approvato un decreto "con l'obiettivo di chiudere la parentesi di Equitalia aprendo un capitolo nuovo". Un'operazione che dovrebbe portare 4 miliardi: "Porterà a consentire non la rottamazione delle cartelle, chi deve pagare paga, ma a non pagare smisurati interessi e more che erano previste dalla filosofia da cui Equitalia partiva" ha detto Renzi spiegando che Equitalia entrerà nell'Agenzia delle Entrate. "L'Italia non va ancora bene ma dopo due anni e mezzo va un pò meglio di prima, non siamo contenti, abbiamo fame di risultati positivi ma Italia va meglio. Passo dopo passo" ha sintetizzato il premier. Per quanto riguarda le tasse l'Ires scende al 24% (dal 27,5% precedente), mentre per i contribuenti quali piccoli negozianti e artigiani c'è la possibilità di accedere ad una tassazione (Iri) al 24%, in sostituzione della tradizionale Irpef con le aliquote che arrivano fino al 43%. Confermato l'azzeramento dell'Irpef agricola, con un taglio di 1,3 miliardi in due anni considerando anche la cancellazione di Irap e Imu sui terreni. Per le pensioni lo stanziamento annunciato è di 7 miliardi sul triennio (1,9 miliardi per il 2017, erano attesi 6 miliardi in tutto). Confermato l'intervento sulla quattordicesima per le pensioni basse e l'Ape, l'anticipo pensionistico: "Andare in pensione un anno prima significa rinunciare a poco meno del 5% del proprio stipendio". L'Ape prevede infatti - nella versione volontaria - una rata di rimborso del 4,5-5% per ogni anno di anticipo dell'uscita dal lavoro e sarà possibile a partire da 63 anni d'età. Per accedere all'Ape agevolata bisognerà avere almeno 30 anni di contributi se disoccupati e 35 se si è lavoratori attivi. Capitolo immigrazione: l'impegno finanziario per l'accoglienza migranti vale lo 0,2% e sarà fuori dal Patto e dal 2016 "i sindaci che al 15 ottobre accolgono sul territorio i migranti avranno riconosciuto un contributo specifico di 500 euro una tantum a migrante, che permetterà di dimostrare che lo Stato gli è riconoscente". 

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"1,9 miliardi per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, per le forze armate, la polizia e le nuove assunzioni". Lo dice Matteo Renzi al termine del Cdm sulla manovra.

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