Il governo cancella i voucher (e il referendum della Cgil). Applausi da sinistra, protestano le imprese

. Economia

Il governo ha cancellato per decreto i voucher della discordia e di conseguenza i motivi alla base del referendum voluto dalla Cgil che avrebbe dovuto tenersi il 28 maggio. Tolto di mezzo "uno strumento deteriorato, una risposta sbagliata ad un'esigenza giusta" ha detto Gentiloni. Quando il decreto sarà convertito in legge cadranno le ragioni della battaglia ingaggiata col governo dal sindacato più forte e dalle sinistre e non si andrà alle urne. "Non c'era bisogno in questo momento di un altro scontro ideologico nel paese e di un'altra campagna elettorale" così il premier ha spiegato una scelta più draconiana di quanto si aspettassero sia la Cgil sia Sinistra italiana sia dagli scissionisti Pd: è stato operato un taglio netto di uno strumento (non partorito da questo governo), un'abolizione totale - dal 2018 - che ha provocato però la protesta di tutto il mondo delle imprese, da Confindustria a Confesercenti alla Coldiretti con il ragionamento che, aboliti i voucher sul lavoro occasionale, questo rimarrà ma ... in nero. La decisione dell'esecutivo non vuol dire certo che il governo Gentiloni si sia spostato tutto a sinistra, piuttosto che si è voluto sgomberare il campo del dibattito politico, già infuocato, da un ulteriore motivo di divisione ( ma anche - mormora qualcuno - che non si voleva correre il rischio di un'altra batosta referendaria dopo quella del 4 dicembre scorso). "Useremo le prossime settimane, con il confronto con le parti sociali,  per rispondere ad una esigenza che certamente l'eliminazione dei voucher non risolve, per una regolazione seria del lavoro saltuario e occasionale. Abbiamo abrogato le norme su voucher e appalti - ha aggiunto il premier - nella consapevolezza che l'Italia non aveva certo bisogno nei prossimi mesi di una campagna elettorale su temi come questi e nella consapevolezza che la decisione è coerente con l'orientamento che è maturato nelle ultime settimane in Parlamento" ha detto ancora Gentiloni al termine del Consiglio dei ministri spiegando che "dividere il paese tra chi demonizza lo strumento dei voucher e chi ne voleva circoscrivere i limiti sarebbe stato solo un errore per l'Italia. Ora si libera il tavolo da una discussione ideologica che non ci avrebbe aiutato e che conferma il nostro impegno per regolare il mercato del lavoro". 

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