Ok di Strasburgo alla riforma del copyright . E Di Maio s'infuria, "Una porcheria"

. Economia

Il sì del'europarlamento alla riforma del copyright volta secondo i promotori a favorire e tutelare la cultura e la creatività individuali e di impresa contro i giganti del web ha fatto infuriare Luigi Di Maio, capo politico di un movimento nato e cresciuto col contributo determinante della Rete. Il voto a Strasburgo è stato accolto con favore dagli editori e dalla Commissione Ue ma il vice-premier su Facebook ha sparato a zero. Di Maio ha parlato di "vergogna tutta europea" e di "censura preventiva sui contenuti degli utenti su Internet" promettendo la cancellazione della riforma quando questa tornerà di nuovo all'esame dell'europarlamento - oggi è solo iniziato l'iter - e minacciando le lobby che a suo giudizio avrebbero ispirato e sostenuto la riforma: "Siamo entrati ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello di Orwell. Sarà un piacere vedere - ha detto Di Maio - dopo le prossime elezioni europee una classe dirigente comunitaria interamente rinnovata che non si sognerà nemmeno di far passare porcherie del genere. Un messaggio per le lobby: questi sono gli ultimi vostri colpi di coda, nel 2019 i cittadini vi spazzeranno via". Immediata replica da parte del presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani che invece valuta positivamente la riforma destinata, dice, a "porre fine al far-West digitale". Tajani ha chiesto al premier Conte di "prendere immediatamente le distanze dalle dichiarazioni infamanti del vicepremier Di Maio contro il Parlamento europeo". "Minacciare l'unica istituzione Ue direttamente eletta dai cittadini è da analfabeti della democrazia" ha concluso. L'europarlamento ha approvato la proposta di riforma del copyright con 483 voi a favore, 226 contrari e 39 astensioni. Gli eurodeputati della Lega e del M5S hanno votato compatti contro. A favore invece la maggioranza dei Popolari (Ppe) e dei Socialisti e Democratici (S&D). 

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