Spread sfiora 310 punti. Savona "pensavamo peggio", Renzi "pagano italiani"

. Economia

Lo spread galoppa e sfiora quota 310 punti, ma resta lontano dal massimo storico di 574 di novembre 2011, causa della caduta del governo di Silvio Berlusconi. Così il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, e secondo alcuni ministro ombra dell'Economia del governo gialloverde, mantiene calma e ottimismo di fronte ai cronisti della stampa estera: "I mercati si sono comportati moderatamente, noi stessi ci aspettavamo altro. Non siamo preoccupati dai mercati, quanto dallo scontro politico fra le élite conservatrici e le forze innovative non solo in Italia". Lo spread - differenziale tra il BTP decennale italiano e il parallelo Bund tedesco - è il termometro, anche psicologico, di affidabilità economica degli Stati della zona euro e il suo andamento rientra tra i parametri usati per ricavare lo stato di salute dell'economia di un paese, scandagliati dalle agenzie di rating nello stilare le loro valutazioni. Per il vicepremier Matteo Salvini dietro le impennate dello spread ci sono "speculatori vecchia maniera alla Soros, che puntano sul crollo del paese per comprarsi a livello di saldo le nostre aziende sane, che sono tante. Ma voglio dire a nome del governo che non torneremo indietro e a chi pensa di speculare sull'economia italiana, dico che perdono tempo e soldi, perché noi andiamo avanti". E Savona incalza: "Non ho perso fiducia. Draghi resta lì fino al 2019. Non credo che nessuno abbia interesse che il nostro paese entri in una grande crisi. Con l'instabilità dell'Italia succede qualcosa di veramente grave all'Europa e al resto del mondo. Alla fine troveremo un punto di incontro". Non ci crede l'ex premier Matteo Renzi, che twitta: "Sale lo spread oltre quota 300, noi lo avevamo portato sotto quota 100. Salvini dice che è colpa di Soros e che lui va avanti. Ma pensa davvero di poter prendere in giro gli italiani? La colpa è del governo che sta scherzando col fuoco, tanto alla fine pagano sempre i cittadini. Il danno economico di questa 'manovra del popolo' lo pagheranno le famiglie, il ceto medio, i risparmiatori, la povera gente: i miliardari, invece, ci guadagnano. Ma Salvini ripete orgoglioso: 'Me ne frego'". La manovra del popolo - conclude un allarmato Renzi - è fatta sulla pelle degli italiani: l'Italia sta ingranando la retromarcia. Che peccato".

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(foto di  Ken Teegardin)

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