Altalena spread, tocca 315 poi scende a 300. Stasera nuovo vertice a palazzo Chigi

. Economia

Stasera nuovo vertice a palazzo Chigi sulla manovra. Al centro delle discussioni l'altalena dello spread che nel corso della giornata ha toccato quota 315, la più alta da cinque anni, ma poi è sceso sotto i 300 con la Borsa che ha chiuso in salita (+1,06%). La tensione sui conti pubblici italiani resta alta ma si infittiscono i segnali della volontà di dialogo con Bruxelles e sulla necessità di "abbassare i toni della polemica" come ha sollecitato il presidente Fico incontrando Juncker e come ha sostenuto a sostegno il ministro Tria in un'audizione ala Camera. Anche Di Maio si è detto pronto a spiegare alla Commissione Ue e ai leader europei la sostenibilità della legge di bilancio. Sulla manovra l'avvertimento di Bankitalia ("Lo spread pesa su famiglie e risparmio") che invita il governo a non cancellare la legge Fornero e del Fondo monetario internazionale che ha rivisto al ribasso le stime di crescita del nostro paese. Per la Corte dei Conti il Def non rassicura sul debito. Ma è lo spread a dominare le preoccupazioni. "Se salirà - ha detto Salvini - non staremo fermi".  Sul differenziale tra bund tedeschi e Btp italiani è intervenuto anche il ministro dell'Economia. "Nel caso lo spread arrivasse a 400 o a 500 - ha affermato Tria - il governo farà quello che deve fare, come ha fatto Draghi". Una risposta definita apodittica dalle opposizioni cui il titolare dell'Economia ha replicato: "E' una risposta apodittica perché è l'unica che si può dare". E poi ha aggiunto:"Finora non c'è stata una esplosione dello spread come alcuni paventavano: certo ai livelli attuali non è accettabile. Pensiamo che spiegando la manovra possa scendere a livello normale". 

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