Il gasdotto si fa, annuncia Conte: Salvini esulta, Di Maio no

. Economia

Il gasdotto transadriatico Tap che porterà gas dall'Azerbaigian all'Italia si farà, con buona pace di attivisti e sindaci del Salento e anche dei Cinquestelle che hanno sempre cavalcato in campagna elettorale il no all'opera ("Si si fa lo blocchiamo in due settimane" disse Di Battista). Il via libera di fatto alla realizzazione del gasdotto che prenderà terra nel comune di Melendugno partendo dal Mar Caspio e traversando Grecia e Albania lo ha dato il premier Conte che ai sindaci del Salento ha detto di aver fatto il massimo per opporsi ma di avere le mani legate. In sostanza una resa con la consapevolezza però - ha spiegato - di non aver lasciato nulla di intentato e accompagnata dalla promessa che il governo non abbandonerà le comunità locali contrarie al Tap. "Bloccare l'opera - le parole del premier che aveva appena ricevuto un dossier del ministro dell'Ambiente Costa in cui sul progetto non si ravvisavano illegittimità - avrebbe costi insostenibili, decine di miliardi, quasi una finanziaria". Tace Di Maio, protestano i movimenti no-Tap che non si danno per vinti, annunciano manifestazioni e chiedono le dimissioni di tutti quei politici che in campagna elettorale avevano promesso che l'opera non avrebbe ricevuto il via libera (in maggioranza Cinquestelle). A far da contraltare al forte imbarazzo in casa grillina - non solo dei parlamentari M5s pugliesi ma anche della base - l'esultanza del vice-premier Salvini: "Gas meno caro per l'Italia". Pd e Forza Italia ci mettono il carico: "Smascherata un'altra bufala dei grillini". La spiegazione ufficiale di Conte in una nota: "Ad oggi non è più possibile intervenire sulla realizzazione di questo progetto che è stato pianificato dai governi precedenti con vincoli contrattuali già in essere. Gli accordi chiusi in passato ci conducono a una strada senza via di uscita.  Non abbiamo riscontrato elementi di illegittimità. Interrompere la realizzazione dell'opera comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro. In ballo ci sono numeri che si avvicinano a quelli di una manovra economica". Buona decisione, commenta Salvini: "Avere l'energia che costerà meno a famiglie e imprese è fondamentale, quindi avanti coi lavori".

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