Salvini-Di Maio, se lo spread fa danni il prossimo scontro sarà sulle banche?

. Economia

Se lo spread continuasse a navigare sui 300 punti e le banche italiane entrassero in seria difficoltà quale potrebbe essere l'atteggiamento del governo? E soprattutto come si comporterebbero di fronte al problema - se intervenire o meno e come - i due azionisti di maggioranza del governo giallo-verde? A giudicare dalle ultime esternazioni sul tema di Luigi Di Maio e Matteo Salvini  - "Daremo sostegno alle banche ma non ci mettiamo un euro degli italiani" ha detto il primo, "Nessuna salterà... il governo è pronto a difendere imprese, banche e economia dagli speculatori, costi quel che costi" ha promesso il secondo - la linea non sembra univoca e le banche in sofferenza potrebbero costituire un nuovo terreno di scontro tra i due dopo la delicata vicenda del condono fiscale, risolta dopo due giornate di alta tensione con un calumet della pace sintesi del compromesso raggiunto tra grillini e leghisti. Ma si vedrà, la speranza è che lo spread, che oggi ha chiuso a 310, si raffreddi e non faccia ulteriori danni. Intanto Di Maio si è difeso dalle critiche piovutegli addosso per il suo attacco a Draghi (ultima quella del capo degli industriali Boccia che ha difeso il governatore della Bce definendolo "un uomo che ha salvato l'Italia e che non rema affatto contro il nostro paese"): "Io non ho litigato con Draghi - ha detto - Ho solo espresso un parere, come lui esprime i suoi. E credo che questo sia un Paese libero in cui tutti possiamo esprimere la nostra opinione". E poi comunque ha aggiunto: "Noi andiamo avanti e ci facciamo scivolare addosso tutti questi 'moniti' che arrivano da Istituzioni che in passato hanno approvato il peggio del peggio. Hanno detto sì alle peggiori nefandezze di questo Paese come il Jobs Act, la legge Fornero e i soldi alle banche. Noi diamo sostegno alle banche ma non ci mettiamo un euro degli italiani". Una risposta a Salvini che ieri aveva detto che il governo difenderà imprese, banche e risparmi degli italiani "costi quel che costi" o una semplice riaffermazione dl un leit-motiv della campagna elettorale grillina scatenata contro i governi di centrosinistra e Renzi accusati di aver speso 20 miliardi degli italiani per salvare le banche in difficoltà?

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