Decreto fiscale, via vitalizi a ebrei perseguitati da fascismo? Il governo, un malinteso

. Economia

I più importanti commentatori italiani invitano a evitare paragoni tra l'attuale situazione del paese e quella dei tempi del fascismo. Va bene, ma è un fatto che ci sia voluta una denuncia a mezzo stampa per scoprire che non verranno tagliati i vitalizi ai perseguitati razziali e politici del fascismo (quello vero). Non saranno i prodromi di un nuovo fascismo, ma tutto ciò - assieme a tanti altri episodi quotidianamente scioccanti - lascia perlomeno un po' di amaro in bocca. A una prima lettura delle tabelle del decreto fiscale, sembrava che il governo gialloverde alla caccia di fondi per sostenere la "manovra del popolo", dopo aver attaccato i vitalizi degli ex parlamentari e le "pensioni d'oro", avesse indirizzato le sue cesoie anche verso i 50 milioni per gli assegni erogati ai "perseguitati politici e razziali" del passato funesto regime. La denuncia veniva dall'Ucei, l'associazione nazionale delle Comunità ebraiche: "Restiamo sgomenti dinanzi a questa decretazione - aveva scritto in una lettera al quotidiano La Stampa la presidente dell'Ucei, Noemi Di Segni - proprio nell'ottantesimo anniversario delle leggi razziste del 1938", con "la cancellazione di quell'unica misura in qualche modo riparatoria, stabilita tardivamente". In generale, si tratta di vitalizi da circa 480 euro per gli ebrei colpiti dalle leggi razziali (circa 2 mila ancora in vita, secondo i calcoli dell'Ucei) e leggermente più alti, circa 600 euro, per gli ex deportati nei campi nazisti, ormai poche decine di persone. Dario Venegoni, presidente dell'Aned (l'Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) spiega: "I pochissimi sopravvissuti sono ultranovantenni. C'è una naturale erosione degli aventi diritto: la reversibilità è prevista solo per il coniuge e in pochissimi casi anche per i figli ultrasessantacinquenni con un tetto molto basso di reddito". Di fronte alla denuncia e alla generalizzata levata di scudi sono giunte rassicurazioni in primis da parte del Quirinale. Così alla fine, la sottosegretaria grillina all'Economia, Laura Castelli, ha dovuto evidenziare il malinteso e precisare: non è "stato tolto anche solo un euro dall'assegno per le vittime delle leggi razziali e per i perseguitati dal fascismo per motivi politici". L'Ucei, in una nota, esprime "sollievo e prende atto delle opportune precisazioni", in ogni caso proseguirà "l'impegno per semplificare la procedura prevista oggi dalla legge e per la risoluzione dei casi tutt'ora pendenti di perseguitati in attesa di riconoscimento".

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