Il Def fotografa un'Italia quasi ferma. Pil cresce solo dello 0,2%, si impennano debito e deficit

. Economia

L'Italia non cresce. E il Def che il Consiglio dei ministri ha approvato stasera dopo solo mezz'ora di discussione ne è la testimonianza. Nel Documento di economia e finanza le cifre, negative, parlano chiaro e si allineano alle previsioni pessimistiche formulate per il nostro paese per il 2019 da Fmi, Ocse, Ue, agenzie di rating e Bankitalia, previsioni che il governo gialloverde aveva bollato all'unisono come 'catastrofiste' e assolutamente da non condividere. Il Pil dell'anno in corso, anche per la sfavorevole congiuntura internazionale, non salirà che di uno 0,2% (anziché dello 0,1%, per effetto delle misure sulla crescita) ben lontano da quell'1% previsto dall'esecutivo solo due mesi fa. Il deficit dal 2% stimato a dicembre sale al 2,4%. Il debito pur includendo dismissioni per circa 17 miliardi di euro (un punto di Pil) sale ancora - oltre 2.300 miliardi - arrivando a toccare il 132,7% (contro il 132,2 appena stimato da Bankitalia per il 2018). Al termine del Consiglio nessuna conferenza stampa. Solo una nota di palazzo Chigi che parla di "conferma degli obiettivi", di "nessuna nuova tassa" e di "nessuna manovra correttiva". Smentito l'aumento dell'Iva. Solo una paio di accenni alla flat-tax tanto cara a Salvini: se ne riparla nella prossima legge di bilancio dopo che per tutto il giorno erano circolate voci su una tassa piatta del 15% per le famiglie con redditi fino a 50.000 euro. Tria ha riportato tutti con i piedi per terra e ne è scaturito solo l'impegno, che però a Salvini è parso sufficiente, ad una riforma del fisco nel senso voluto dalla Lega da inserire nella prossima manovra. Nel comunicato di palazzo Chigi al termine della riunione si afferma che "il Documento di economia e finanza 2019 ripercorre i risultati conseguiti nei primi dieci mesi di attività del Governo e traccia le linee guida della politica di bilancio e di riforma che si intende attuare nel prossimo triennio. Il Governo, dopo aver realizzato il programma iniziale di riforma economica e sociale descritto nella Nota di aggiornamento del DEF 2018 e seppur in un contesto economico congiunturale profondamente cambiato e più complesso, caratterizzato da un marcato rallentamento della crescita europea e dal permanere di condizioni di bassa inflazione - spiega la nota - conferma con il Documento gli obiettivi fondamentali della sua azione: ridurre progressivamente il gap di crescita con la media europea e, al contempo, il rapporto debito/pil. A tal fine, la strategia dell’Esecutivo ribadisce il ruolo degli investimenti pubblici come fattore fondamentale di crescita, innovazione, infrastrutturazione sociale e aumento di competitività del sistema produttivo; l’azione di riforma fiscale in progressiva attuazione di un sistema di flat tax come componente importante di un modello di crescita più bilanciato; il sostegno alle imprese impegnate nell’innovazione tecnologica e il rafforzamento contestuale della rete di protezione e inclusione sociale".

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