L'impennata dello spread (a 290) piomba sulla campagna elettorale

. Economia

L'impennata dello spread piomba sulla campagna elettorale riportando un pò tutti i protagonisti alla realtà dei conti e della situazione economica del paese. Il differenziale tra i buoni del tesoro decennali italiani e bund tedeschi ha superato in giornata i 290 punti, ripiegando poi in chiusura a 284, ai massimi da cinque mesi, da quando cioè nel dicembre scorso toccò l'apice il braccio di ferro tra il governo di Roma e la Commissione Ue. Allora fu per la legge di bilancio 2019, oggi per gli scontri tra i big politici impegnati allo spasimo nella campagna elettorale per le europee. Ed in particolare, secondo alcuni analisti finanziari, per le dichiarazioni di Matteo Salvini sul deficit e sul fatto che il governo potrebbe sforare il 3% con la prossima legge di bilancio. Il premier Conte, un pò preoccupato, ha detto che non gli fa certo fa piacere l'impennata ma ne ha dato la colpa alla competizione elettorale". Il ministro dell'Economia Tria ha fatto il pompiere cercando di calmare certe animosità interne e all'esterno l'agitazione dei mercati: "'Il nervosismo dei mercati è comprensibile alla vigilia delle europee, ma ingiustificato - ha detto -  perché gli obiettivi di finanza pubblica del governo sono quelli del Def". E Di Maio ha commentato: "Più dello spread mi interessano le famiglie, i cittadini italiani, ma è chiaro che ci vuole responsabilità. Quello che interessa i cittadini è garantire la stabilità, andare avanti, evitare tensioni sociali e finanziarie". In giornata, sempre sul piano economico, una sorta di scontro tra Conte e Salvini su un altro tema delicato, il nodo dell aumento dell'Iva. "Evitarlo non sarà un'impresa facile" aveva detto il premier per poi correggersi con un "sicuramente, senza alcun dubbio, riusciremo ad evitarlo". "Stiamo lavorando ad un'operazione profonda di spending review e stiamo potenziando il nostro sistema di contrasto all'evasione fiscale. Dopo una prima fase, nella quale il Governo ha posto le basi per ricostruire il rapporto di fiducia fra cittadini e istituzioni, rispondendo con urgenza alle istanze delle fasce più deboli della popolazione, si apre adesso una 'fase 2', che ha come obiettivo prioritario quello di rilanciare la crescita, liberando le migliori energie produttive e innovative del Paese" aveva spiegato il presidente del Consiglio. Ma Salvini gli aveva già risposto: "Mi rifiuto di aumentare l'Iva anche di un solo centesimo: prima va riformato il sistema fiscale: bisogna avere coraggio e io non mi rassegno".

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