Grecia nel caos alla vigilia del voto, banche senza euro e ipotesi prelievo forzoso del 30% sopra gli 8 mila euro

. Esteri

E' caos in Grecia alla vigilia del referendum sull'Europa. Il Supervisory board e' in stato di allerta massima per monitorare la situazione che sta diventando drammatica per le banche greche. E' rimasta una liquidità in cassa di appena 900 milioni. Ma ritirare anche venti euro di fatto e' già diventata un'impresa quasi impossibile. Le macchinette si mangiano le carte e non sputano le banconote. E tra le misure in arrivo avanza l'ipotesi di un prelievo forzoso del 30% sui depositi superiori a 8 mila euro. Con gli istituti italiani che stanno valutando i rischi di questa questa nuova crisi. Di sicuro da lunedì le banche non avranno più liquidità, per cui se riapriranno (come annunciato dal governo) o meno farà ben poca differenza. Intanto Tsipras rilancia anche se con scarsa convinzione "il debito va tagliato del 30%. Ma Juncker gli dice di no su indicazione precisa della Merkel. Tsipras vuole che vinca il no e dice: "Noi disponiamo dell'arma più forte, quella della ragione. Il voto non mette in questione l'appartenenza della Grecia all'Europa". Ma il presidente della Commissione europea ribatte: "La posizione greca uscirebbe drammaticamente indebolita  con la vittoria del no. E anche se ci sarà una vittoria del si', dovremo affrontare un negoziato difficile". 

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