Terremoto-Grecia: borse giù. Varoufakis lascia, 'sacrificato' da Tsipras sull'altare di un'intesa con l'Europa

. Esteri

Terremoto Grecia: borse mondiali tutte giù stamane dopo la vittoria del 'no' al referendum greco, Milano la peggiore con un'apertura a -3%. Lo spread è schizzato a 160 in attesa delle mosse della Bce, del vertice Hollande-Merkel e dell'eurosummit convocato d'urgenza a Bruxelles per domani. Nuovo sussulto ad Atene: la capitale greca si è svegliata con il 'botto' della notizia delle dimissioni di Yanis Varoufakis, il ministro delle Finanze play-boy, il negoziatore inviso alla maggior parte dei colleghi dell'eurozona per i suoi atteggiamenti ma anche per le sue parole ("criminali" e "ricattatori" ha definito i creditori internazionali della Grecia). Lo ha annunciato lui stesso su Twitter spiegando di essere certo che in vista del nuovo negoziato i colleghi europei avrebbero apprezzato la sua "assenza" e che quindi, alla luce di un'antipatia reciproca e mai nascosta, lui si faceva da parte. Difficile pensare che non abbia concordato la mossa con Alexis Tsipras al quale, dopo la vittoria di ieri, tocca il compito durissimo di riannodare i fili del discoro sul debito greco con l'ex-Troika essendosi impegnato a raggiungere un accordo "entro 48 ore" dal referendum. Insomma, sull'altare di una auspicata ripresa del dialogo, con la Merkel infuriata, Tsipras ha 'sacrificato' il suo ministro delle Finanze per rabbonire chi ha in mano i cordoni della borsa e può decidere se far fallire la Grecia o, ancora una volta, aiutarla.

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