Passi avanti sulla crisi greca, le borse ci credono. Ma Tsipras ha problemi interni (e Varoufakis non vota)

. Esteri

Passi avanti sulla crisi del debito greco con possibile sbocco positivo già nella giornata di domani, a meno che Tsipras non riscontri problemi proprio in casa, con l'ala più radicale di Syriza che valuta eccessive le 'concessioni' all'ex-Troika. Il Parlamento greco deve pronunciarsi sul via libera al piano presentato da Tsipras all'Ue ieri sera, un piano da 12 miliardi di tagli (invece degli 8 della precedente formulazione: stop alle baby pensioni, stop agli sconti Iva nelle isole turistiche, tasse per gli armatori in cambio di un prestito triennale da 53 miliardi dal fondo salva-stati e l'apertura di un discorso sulla ristrutturazione del debito) che sembra aver favorevolmente impressionato i creditori internazionali. Uno snodo e un appuntamento cruciali per il premier ellenico che però registra l'assenza dal voto dell'ex-ministro delle Finanze Yanis Varoufakis. Secondo alcune fonti Varoufakis non ci sarà per motivi familiari, secondo altre più malevole l'ex-ministro avrebbe 'bocciato' il piano Tsipras invitando Syriza a non votarlo. Domani si pronuncerà l'eurogruppo ma Dijsselbloem ha già detto anticipato che le proposte sembrano "esaurienti". La stessa valutazione positiva è venuta da Hollande, Renzi e Padoan. Il premier italiano ritiene che un accordo potrebbe essere raggiunto nelle prossime 24 ore rendendo quindi inutile il summit europeo a 28 previsto per domenica. Di parere opposto, e questo la dice lunga sulle difficoltà ancora in campo, da parte tedesca: Berlino vuole comunque il summit col coinvolgimento al massimo livello di tutti i paesi dell'Unione sulla crisi greca, nessuna scorciatoia verrebbe accettata dalla Cancelliera. Comunque le borse credono nell'intesa: su tutte le europee con Milano a +3% e spread sceso a 125.

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