Grecia, Berlino gela gli ottimismi e propone un'uscita della Grecia dall'Euro per 5 anni. Smentita Ue "non è praticabile"

. Esteri

Sembrava quasi fatta ma, come hanno insegnato le vicende delle ultime settimane, la soluzione della crisi del debito greco è tornata sull'altalena e non è affatto risolta - come molti ipotizzavano, mercati in primis -  con il preannunciato compromesso tra Atene e i creditori internazionali. Un'intesa sulla base del piano Tsipras da 12 miliardi di tagli e nuove tasse in cambio di un prestito triennale da almeno 50 miliardi dal fondo salva-stati Ue, un piano approvato all'alba dal Parlamento che è più pesante di quello bocciato dal referendum e che ha provocato la rottura tra Tsipras e l'ala più radicale di Syriza. Ma il negoziato Atene-Ue è comunque tornato in salita: l'Eurogruppo riunito a Bruxelles per esaminare il piano proposto dal premier greco ha registrato diverse voci contrarie all'accordo, soprattutto da parte di Berlino che ha parlato con durezza tramite il ministro delle Finanze Schauble di "fiducia minata" dagli atteggiamenti della Grecia. Con Berlino altri 'falchi', dalla Slovacchia all'Olanda all'Austria. Cercano di mediare Hollande e Renzi pur ammettendo le difficoltà ma la realtà è quella di un negoziato di nuovo in alto mare e dal rincorrersi frenetico di voci e smentite come quelle su una proposta che, secondo la Frankfurter Allgemeine, avrebbe fatto proprio Schaeuble e che prevede un'uscita a tempo della Grecia dall'euro, cinque anni, per poter ridurre il suo debito. Poi, secondo i falchi berlinesi, fatti i 'compiti' Atene potrà rientrare... Prima i greci poi la stessa Unione hanno subito bocciato la proposta: i greci hanno negato che di quest'iniziativa si sia parlato nel corso della riunione, l'Ue ha poi fatto sapere che un'idea del genere non è attuabile. Un'idea del genere, riporta l'Ansa, "non può essere presa sul serio perché non è legalmente fattibile, senza senso economico e non in linea con la realtà politica".  Insomma un giallo. Resta la difficoltà del negoziato e la quasi certezza che l'ultima parola - se Grexit o no - toccherà alla politica e verrà detta domani dal vertice dei capi di stato e di governo dei 28 paesi dell'Unione (non solo quindi i 19 dell'Eurozona).

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