Marò, l'India ha accettato l'arbitrato. Latorre, altri sei mesi in Italia per curarsi

. Esteri

Due buone notizie sul fronte dei marò, anche se non definitive per un caso che si trascina da tre anni. l'India ha accettato l'arbitrato internazionale proposto dal nostro paese per risolvere la questione e Massimiliano Latorre, il fuciliere di marina colpito da ischemia nell'agosto 2013, ha ottenuto sempre dalle autorità indiane di potersi curare in Italia per altri sei mesi, dopo i primi tre che scadevano il 15 luglio. Il militare italiano ha subito un'operazione al cuore lo scorso 5 gennaio. La decisione della Corte suprema indiana è stata annunciata dal tribunale, giustificata con le motivazioni mediche legate alla convalescenza di Latorre, e il rappresentante del governo non si è opposto. Salvatore Girone, il secondo marò, resta confinato nei locali dell'ambasciata italiana a New Delhi. La procura indiana, inoltre, ha oggi accettato in Corte suprema il procedimento di arbitrato internazionale presentato dall'Italia per una vicenda che si trascina dal'inizio del 2012, quando i due marò, imbarcati su un mercantile italiano in funzione anti-pirateria, vennero arrestati perchè ritenuti colpevoli di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati. I giudici hanno quindi fissato un'udienza per il 26 agosto per ricevere il rapporto ufficiale del governo sulla questione. E si spera anche i capi d'accusa che ancora non sono stati presentati. Si tratta di un atto dovuto essendo l'India firmataria della convenzione dell'Onu sul diritto del mare che all'articolo 287 indica i metodi di soluzione delle dispute. Due buone notizie ma tempi ancora lunghi per una soluzione del contenzioso dalmomento che dovrà essere costituita una Corte internazionale per giudicare il caso. Potrebbero essere necessari anche due o tre anni.

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