Marò, al Tribunale del Mare l'Italia all'attacco "Girone è in ostaggio"

. Esteri

Al Tribunale del Mare riunito ad Amburgo l'Italia, nella controversia con l'India sui due marò, l'Italia sembra aver abbandonato il fioretto. Per brandire la spada. Il governo italiano ha sostenuto infatti che l'India sta violando da tre anni, cioè dall'inizio della vicenda, il diritto internazionale e che Salvatore Girone è praticamente tenuto in ostaggio a New Delhi. La richiesta italiana è che il Tribunale del Mare, oggi alla sua prima udienza sul caso, decida che i due marò siano giudicati in Italia perche non è ammissibile che due militari che operavano su un mercantile in funzione anti-pirateria sulla base di una decisione Onu vengano giudicati secondo le leggi penali del paese che li ha arrestati. Ciò costituirebbe un pericoloso precedente. Tanto più che l'India, questa la nostra tesi, pur non essendo stata in grado di formulare le sue accuse contro i marò a tre anni dall'incidente che costò la vita a due pescatori locali scambiati per pirati, in sostanza avrebbe già "condannato" i due fucilieri di marina. Quindi: giudizio in Italia, liberazione di Salvatore Girone e prosecuzione della permanenza nel nostro paese di Massimiliano Latorre, rientrato per curarsi da un ictus. Ma sarà una battaglia politica e legale molto lunga e l'India non ha mostrato di voler in nessun modo cedere, anzi. Il governo di New Delhi ha replicato oggi accusando l'Italia di non aver mantenuto una serie di promesse formali e di voler falsificare la realtà considerando Girone "un ostaggio". Il Tribunale del Mare di Amburgo deve solo decidere la competenza a giudicare sul tragico episodio, se l'Italia o l'India, senza entrare nel merito della vicenda.  

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