Libia, a Sirte i civili si ribellano allo Stato islamico. E i jihadisti del Califfo li bombardano: 30 morti

. Esteri

Civili in rivolta a Sirte, la città libica che ha dato i natali a Gheddafi e che da giugno è nelle mani dei jihadisti dello Stato islamico. Oggi i miliziani che obbediscono agli ordini del 'califfo' Al-Baghdadi hanno bombardato la zona residenziale della città per stroncare la rivolta guidata da fazioni salafite anti-Isis cui hanno partecipato anche molti civili armati e intenzionati a scacciare l'Is dalla città. E proprio questo deve aver fratto infuriare gli uomini del Califfo che hanno sparato colpi di artiglieria contro l'area residenziale occupata dagli insorti. L'Is dice di avere ripreso il controllo della zona portuale, strappata nei giorni scorsi dagli insorti alle milizie. Secondo alcuni testimoni il bilancio dei bombardamenti è di almeno 30 civili uccisi (altre fonti parlano di 17 vittime) mentre dall'inizio degli scontri i morti sarebbero 46. La rivolta dei gruppi salafiti contro l'Is è scoppiata dopo l'uccisione da parte dello Stato islamico del leader salafita Khaled Ben Rjab. Alle formazioni armate, riferiscono testimoni, si sono aggiunti decine di civili armati, decisi a cacciare l'Is dalla città. "Nella città di Sirte i civili sono vittime di un progetto di sterminio di massa perpetrato dall'Is che sta bombardando la città in modo indiscriminato", è la denuncia fatta su Twitter dal "Comitato nazionale per la difesa dei diritti umani", un'organizzazione non governativa di attivisti libici. La battaglia di Sirte giunge in una giornata particolarmente sanguinosa in Medio Oriente, dove lo Stato islamico ha rivendicato un attentato kamikaze a Baghdad che ha provocato oltre 70 morti, mentre in Egitto altri affiliati all'Is hanno annunciato l'uccisione dell'ostaggio croato Tomislav Salopek, rapito nel Sinai il 22 luglio scorso.

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