Marò: il Tribunale del mare come Pilato, l'India non può giudicare ma Girone rimane lì. Delrio "Ci aspettavamo di più"

. Esteri

Una decisione dal sapore pilatesco quella del Tribunale del Mare di Amburgo sul caso dei due marò che da tre anni inasprisce i rapporti tra l'Italia e l'India. I giudici di Amburgo hanno sentenziato che l'India non può giudicare i due fucilieri di marina italiani, perchè questo è un compito che tocca alla Corte internazionale dell'Aja, ma allo stesso tempo ha respinto le 'misure temporanee' chieste dal nostro governo per i due marò e cioè il rientro di Salvatore Girone in Italia, oggi ristretto in una dependance dell'ambasciata italiana a New Delhi, e la permanenza nel nostro paese di Massimiliano Latorre al termine della sua convalescenza. In sostanza, con un verdetto di 50 pagine emesso dopo una votazione che ha visto i giudici esprimersi a maggioranza (11 a 6), Italia e India sono invitate anzi obbligate ad astenersi da qualsiasi provvedimento amministrativo e penale sulla vicenda - quindi New Delhi non potrà giudicare penalmente i due marò - per non interferire col giudizio di merito sulla vicenda che spetta alla corte internazionale dell'Aja. E questo sarebbe il bicchiere mezzo pieno nell'ottica italiana. Ma allo stesso tempo - il bicchiere mezzo vuoto -  il Tribunale del Mare ha rigettato le richieste italiane dal carattere temporaneo, sollecitate con forza dal nostro governo, per far rientrare in Italia Salvatore Girone il quale, quindi, deve restare a New Delhi in una sorta di arresti domiciliari. E per Latorre non vi è certezza che possa rimanere in Italia una volta definitivamente guarito dagli esiti dell'ictus che lo ha colpito l'anno scorso. Le reazioni: per l'agente del governo italiano ad Amburgo, l'ambasciatpre Francesco Azzarello, bene lo stop del tribunale del mare alla giurisdizione indiana, delusione per la mancata adozione di misure per Girone e Latorre. Ma che l'Italia si aspettasse di più dal Tribunale del mare lo conferma il ministro Delrio, braccio destro di Renzi: "L'Italia sperava diversamente. avevamo chiesto altre cose, la sentenza non va nella direzione che avevamo richiesto. Il governo non può fare altro che prenderne atto, poi si decideranno ulteriori passi da parte del presidente del Consiglio e dei ministri competenti".

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