Papa a Cuba, durante la messa "Non si servono ideologie ma persone" poi incontra Fidel

. Esteri

"Non si servono le ideologie ma le persone. Chi non vive per servire, non serve per vivere". Messaggio duro quello di Papa Francesco ad una folla di 600 mila fedeli che lo acclamava in Plaza de la Revolution dell'Avana. Una stoccata nel suo stile al regime comunista così come a tutti gli altri regimi. Ed i cubani che vengono dalla dittatura di Batista prima e di Castro poi lo ascoltano commossi. "Madre Santa - scandisce - ti affido questi tuoi figli di Cuba, non abbandonarli mai". E alla piazza gremita manda un messaggio di speranza: "Quello di Cuba e' un popolo che ha delle ferite, come ogni popolo, ma che sa stare con le braccia aperte, che cammina con speranza, perché la sua vocazione e' di grandezza". Ed ancora: "Non dimentichiamoci della buona notizia di oggi: la grandezza di un popolo, di una nazione, la grandezza di una persona si basa sempre su come serve la fragilità dei suoi fratelli. In questo troviamo uno dei frutti di una vera umanità". E siccome il lupo perde il pelo ma non il vizio, la polizia ha schedato molti dei partecipanti alla messa, alla faccia di tante parole in favore delle aperture internazionali. Bergoglio ha anche visto Fidel, dato più volte per morto, ma ancora in grado di parlare, tra le attrezzature sanitarie che lo assistono nella sua residenza. Il colloquio e' duratura quarantina di minuti ed era presente la moglie del lider maximo. A Cuba a marzo si svolgerò il Congresso del partito comunista. E molti assicurino che Raul lascerà la guida a qualcun altro e non di famiglia. 

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