Il Papa "sudamericano" lontano dal "sogno americano". I segreti di un viaggio e il "giallo" degli invitati di Obama

. Esteri

Il Papa per la prima volta nei suoi 78 anni di vita mercoledì sbarca in America. Ci sono "I segreti di un viaggio" ed anche il giallo degli invitati alla Casa Bianca, nella cena in suo onore, dalla quale Obama ha escluso molti vescovi dell'episcopato statunitense, da lui detestato, in favore di organizzazioni che si occupano di diritti civii e tutto sono tranne che cattoliche, creando "imbarazzo" al Pontefice. Che e' "nervoso" per la delicatezza del viaggio nella terra dalla quale "lui Papa sudamericano e' molto lontano culturalmente, perché e' lontano da quel 'Sogno American'o che e' un manifesto del consumismo sfrenato". Secondo Richard Ryscavage, noto gesuita, sono la "sua formazione e la sua identità culturale che poco hanno a che fare con l'America". "Penso che ciò che critica degli Satin Uniti sia l'assoluta libertà di mercato - ha spiegato un altro prelato che lo conosce bene, l'argentino Juan Carlos Scannone - ciò che non piace a Bergoglio  e' il consumismo della società americana". Il Papa incontrerà Obama e parlerà davanti al Congresso in seduta comune. Sara quindi a New York per una grande messa al Madison Square Garden. Che Bergoglio sia nervoso lo ha confidato anche il cardinale Dolan. E certe scelte non sembrano aiutarlo ma anzi corrono il rischio di creargli dei problemi con i vescovi americani. Quando sono partiti gli inviti per la cena alla Casa Bianca, il Vaticano e' stato tempestato di proteste. Prelati ma anche esponenti del cattolicesimo conservatore hanno chiesto alla Santa Sede se avesse espresso le sue rimostranze o se il Pontefice avesse pensato a non partecipare a quell'incontro. La risposta diplomatica del Vaticano e' stata che il Papa era solo un invitato e non poteva essere lui a decidere la lista degli invitati. Ma a parte le risposte diplomatiche ci si e' chiesto il perché di uno sgarbo se non di una provocazione. Forse e' la passione di Obama per i diritti civili oppure c'entra il fatto che l'inquilino della Casa Bianca non abbia mai avuto un'appartenenza, ne' una visione religiosa definite. Pero' visto che Obama e' un politico e' più facile che le ragioni siano politiche. La sfida della Casa Bianca ad un episcopato americano da sempre in conflitto con le amministrazioni democratiche a partire dai cosiddetti "valori non negoziabili". Avere il Papa ad una cena dove sono presenti alcune realtà di fatto contro le quali combattono da anni "vescovi guerrieri" potrebbe essere un tentativo di spiazzarli, e inserire un cuneo tra Roma e la Conferenza episcopale statunitense. Quello che e' certo e' che al Papa non piace essere tirato per la toga e non intende farsi trascinare nella campagna presidenziale,ne' da una parte ne' dall'altra. In Francesco c'e' la doppia preoccupazione di non schiacciare la Chiesa sulle posizioni "repubblicane", aggettivo che oggi significa radicalismo anti immigrazione ed anti Obama. Ma nemmeno cadere dalla padella nella brace democratica e per questo ha evitato di entrare negli Stati Uniti dal Messico, come pensato un primo momento, in particolare da Cludad Juarez, al confine tra Messico ed Usa, città simbolo dello sfruttamento dell'emigrazione dall'America Latina. Gesuita con radici nel Piemonte, quello povero dell'immigrazione, prete a Buenos Aires  negli anni della diffusione della teologia della liberazione, peraltro mai abbracciata, portatore del messaggio pastorale di lotta alla poverta' e di difesa dei più' deboli, attento alle "periferie" si presenta al centro del mondo e del mondo consumista, del capitaliano senza grandi freni, quello da lui definito "letame del diavolo". E vuole dire la sua come ha sempre fatto dappertutto, ultimamente  a Cuba dove ha "bastonato" il regime che lo applaudiva (evidentemente solo per propaganda, tanto che sono state arrestati in 48 ore 50 dissidenti cattolici) affermando: "Non si abusa di un popolo". Tra i "Segreti di un Viaggio", come scritto da Massimo Franco sul Corriere, ci sono anche i discorsi fatti riscrivere. Quando il Papa ha letto quello che gli avevano preparato per la sua visita i vescovi di oltre Atlantico li ha trovati troppo generici e poco strutturati. Così li ha fatti riscrivere dalla Segreteria vaticana, fedele interprete del suo pensiero. Bisogna vedere che cosa ne sarà del suo rapporto con l'epsicopato statunitense, suo grande elettore, alla fi e di questo viaggio. Altra cosa che sarà da valutare e' come lo accoglierà la comunità cattolica americana. Perché Bergoglio, anche se osannato a sinistra, che forse non lo conosce totalmente, e' il Papa dei cattolici e non  delle altre chiese o dei movimenti per i diritti civili. Molti fanno finta di non capire o proprio non capiscono questo Papa. 

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