Volkswagen, si dimette ad Winterkorn. Lotta di potere di potenti famiglie dietro lo scandalo?

. Esteri

Martin Winterkorm non e' più l'amministrati delegato di Volkswagen. Il potente manager ha dovuto rassegnare le dimissioni travolto dallo scandalo legato alle falsificazioni dei test sulle emissioni, ma ha voluto ribadire la sua estraneità ai fatti. Anche il governo di Berlino nega di essere stato a conoscenza della violazione delle regole, mentre la Ue invita gli stati metri ad indagare. Winterkorn non e' riuscito a resistere ad un terremoto anche politico che ha scalfito lo stesso prestigio dei tedeschi, sempre bravi a fare i mestrini con gli altri. Ma dietro a tutto potrebbe celarsi una spietata lotta di potere di famiglie potenti. L'ormai ex ad, nella scorsa primavera aveva vinto una dura battaglia ( forse superiore alle sue forze) per la guida del gruppo di Wolfsburg contro Ferdinad Piech, altro manager potentissimo, detentore di molte azioni della società ed amico stretto della famiglia Porche, che detiene il più  importante pacchetto azionario nella Volkswagen. Winterkorn era appoggiato da un cartello di tutti gli altri azionisti che vedevano di malocchio lo strapotere di Piech e dei Porsche, inoltre avevano avuto l'appoggio del governatore della Bassa Sassonia, forte di un diritto di veto all'interno della compagnia. Ma lo scandalo cambia tutto e rimette in prima fila la vecchia guardia "proprietaria" defenestrata. Il successore di Winterkorn dovrebbe essere Matthias Mueller, attuale ad di Porsche. L'opzione di Mueller "un perfetto esecutore di ordini" potrebbe essere solo transitoria. Intenzione del gruppo infatti sarebbe quella di avviare una vera rivoluzione ai vertici, inserendo via via nei posti chiave di Volkswagen le ultime generazione delle famiglie azioniste, i Piech e i Porsche tra i 30 e 40 anni. 

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