Gli Usa bombardano un ospedale Msf a Kunduz, 30 morti. "Un possibile danno collaterale", poi si scusano

. Esteri

Le forze americane in Afghanistan hanno colpito un ospedale di 'Medici senza Frontiere' a Kunduz, la città nel nord-est del paese conquistata nei giorni scorsi dai Talebani e al centro di una controffensiva aghana appoggiata dalla Nato. Una strage: almeno venti morti nell'attacco, tra cui tre medici e tre bambini, ma si contano decine di dispersi. L'organizzazione umanitaria ha accusato gli Usa e Kabul di aver continuato il bombardamento anche dopo essere stati avvisati dell'errore. E di "errore" ha parlato anche il portavoce delle forze americane in Aghanistan secondo il quale durate l'attacco aereo potrebbero essersi verificati "danni collaterali"in una struttura sanitaria. Ma si è trattato davvero di un errore? Un portavoce governativo afghano ha infatti affermato che nella struttura sanitaria colpita erano rifugiati 10-15 "terroristi"e ciò lascia molti dubbi sulla non intenzionalità del bombardamento del'ospedale gestito dal'organizzazione non governativa. Il tragico episodio ha mobilitato anche l'Onu che ha condannato l'attacco e parlato di possibili "crimini di guerra". Gli Usa da parte loro, sostanzialmente scusandosi, hanno promesso un'inchiesta approfondita sull'accaduto.

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