Assad a Mosca abbraccia Putin, "Grazie per l'aiuto contro i terroristi" (non solo dell'Isis)...

. Esteri

Visita a sorpresa del presidente siriano Bashar al Assad a Mosca per incontrare Vladimir Putin, che è il più potente alleato del regime di Damasco. Assad vuole stringere ancora di più i suoi legami con Mosca ed ha ringraziato pubblicamente Putin per l'appoggio fornito a suo paese e al suo governo nella guerra al terrorismo, "dell'Isis ma non solo" ha precisato Assad riferendosi alle formazioni dei ribelli, in parte sostenute, addestrate ed equipaggiate dagli Usa. Il presidetne siriano ha visto Putin al Cremlino ieri, ma la notizia si è avuta solo stamane, ed è già rientrato a Damasco. Al centro del caloroso colloquio naturalmente la crisi siriana e la guerra civile che insanguina da anni il paese mediorientale e che ha già provocato 250.000 vittime e milioni di profughi. Putin e Aassad hanno anche parlato della collaborazione militare tra i due paesi che si sta sviluppando con un impegno diretto e massiccio di Mosca sul campo di battaglia. Sono ormai centinaia i raid aerei dell'avazione russa contro le postazioni dell'Isis (ma anche contro i ribelli anti-Assad) e la presenza di uomini e mezzi dell'esercito russo in Siria si fa sempre più consistente. Attualmente i raid russi - ha confermato a margine della visita il ministro della Difesa di Mosca - avvengono in appoggio alla controffensiva delle forze governative siriane nei confronti delle posizioni conquistate dagli uomini del Califfo sul territorio siriano. "Se non fosse stato per la Russia di Putin, l'Isis e gli altri gruppi terroristici che operano in Siria - ha detto Assad - avrebbero occupato territori molto più vasti".

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