Atletica, Russia accusata per "doping di stato". Esclusa dalle Olimpiadi di Rio? Mosca replica: "Motivazioni politiche, come le sanzioni"

. Esteri

'Doping di stato' e Russia sotto accusa. La 'bomba' è esplosa a Ginevra quando una commissione d'inchiesta dell'Agenzia antidoping mondiale (Wada) ha invitato la Federazione mondiale di atletica (IAAF) a sospendere tutti gli atleti russi da ogni competizione, comprese le Olimpiadi di Rio ed ha scritto nero su bianco in un rapporto di 323 pagine - sulla base di documenti e di testimonianze confidenziali raccolte negli ultimi sei mesi - che la Russia è sul banco degli accusati per il più esteso fenomeno di doping e corruzione nella storia dello sport moderno, una sorta di 'doping di stato'. Nel rapporto ci sono accuse dirette al governo russo nella persona del ministro dello sport Vitaly Mutko per "intimidazioni dirette" contro il laboratorio anti-doping di Mosca e per aver utilizzato anche i servizi segreti dell'Fsb, l'ex-Kgb, per insabbiare, distruggere documenti e prove o manipolare le provette delle analisi anti-doping per gli atleti russi. Le conseguenze di quest'accusa, se provata, potrebbero portare anche al ritiro delle medaglie (otto quelle d'oro degli atleti russi alle Olimpiadi di Londra) e a squalifiche ed estendersi ad altri sport oltre l'atletica. Ma la reazione di Mosca, impegnata nell'ospitare tra l'altro i mondiali di calcio del 2018,  è stata immediata: "Il rapporto ha motivazioni politiche, come le sanzioni". ''Non bisogna confondere le cose, la Wada non ha il diritto di sospendere nessuno'' ha detto il ministro Mutko secondo il quale le conclusioni della Commissione non sono sostenute da prove e non contengono fatti nuovi". Nelle 323 pagine di denuncia della Wada si dice tra l'altro che un laboratorio di Mosca ha sistematicamente alterato test e distrutto prove. Non solo: 1,417 provette sarebbero state distrutte per ordine diretto del ministro dello sport Mutko, uomo di Putin a capo di ogni grande evento sportivo russo comprese le Olimpiadi di Sochi e i Mondiali di calcio 2018. L'indagine della Wada sul doping non riguarda però solo la Russia. E' in corso in Francia un'inchiesta giudiziaria e molte parti del rapporto sono state secretate. Manca quelle che dimostrerebbe l'esistenza di una 'cupola' formata dal presidente della Iaaf Lamine Diack (fermato dalla polizia), dei suoi due figli, del suo consigliere economico e del capo francese dell’antidoping. "Abbiamo trovato una quantità sconvolgente, incredibile di prove - afferma la Wada - che dimostrano la totale manipolazione dei risultati sportivi nell’atletica di alto livello degli atleti russi degli ultimi dieci anni: prove di pagamento di tangenti, di esami antidoping mai svolti, di campioni di urina o sangue distrutti dalle autorità che dovevano esaminarli, di complicità a ogni livello. Lo stesso ministro dello sport russo non poteva non sapere quello che stava succedendo: impossibile non pensare a un caso di doping di stato. Il primo provvedimento che la Wada è obbligata a suggerire è la sospensione immediata della Russia dalle competizioni nell’atletica leggera, Giochi Olimpici di Rio compresi, e la chiusura sia dell’Agenzia Antidoping Rusada che del laboratorio di Mosca. O escono loro spontaneamente dal movimento internazionale o li deve bloccare il Comitato Olimpico. Tutto deve essere rifondato su basi nuove".

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