Parigi: c'è un terrorista in fuga. Tre fratelli coinvolti negli attentati. L'impegno di Obama e Putin: "Risolvere la guerra in Siria"

. Esteri

Caccia all'uomo in tutta Europa dopo gli attentati che hanno sconvolto Parigi venerdì sera provocando 129 vittime. Si cerca un ottavo terrorista che sarebbe fuggito abbandonando una Seat Leon nera carica di armi (tre kalashnikov e undici caricatori) a Montreuil. Si tratterebbe dell'ultimo componente il commando dell'Isis (nella rivendicazione degli attentati il Califfo aveva parlato di "otto fratelli" in azione). Gli altri sette sono tutti morti: alcuni si sono fatti esplodere, come il ventinovenne francese di origini algerine Ismael Omar Mostefai già noto ai servizi e pluricondannato ma mai finito in prigione, gli altri uccisi dalla polizia. Mostefai è stato identificato grazie all'impronta digitale di un dito, l'unica parte del corpo dilaniato rimasta intatta. Sei parenti di Mostefai sono stati fermati, tra questi il padre e il fratello. Dalle indagini è inoltre emerso che nelle stragi sarebbero coinvolti tre fratelli: uno è morto da kamikaze, un altro è stato arrestato e poi rilasciato in Belgio, il terzo, anche lu residente a Bruxelles, potrebbe essere o uno degli attentatori uccisi o quello che si è dato alla fuga. I terroristi che hanno compiuto gli attacchi a Parigi hanno operato in modo coordinato divisi in tre gruppi, ha spiegato il procuratore di Parigi, François Molins. Le auto utilizzate negli attacchi sono state due: una Seat nera e una Polo nera, quest’ultima utilizzata da tre terroristi per arrivare al Bataclan dove hanno ucciso 83 persone. Il venerdì delle stragi parigine è stato l'argomento che si è imposto nell'ordine del giorno del vertice del G20 in corso ad Antalya, in Turchia, che avrebbe dovuto occuparsi dell'economia mondiale. Nel summit subito un faccia a faccia preoccupato di più di mezz'ora tra Barak Obama e Vladimir Putin. Il presidente americano e il capo del Cremlino si sono trovati d'accordo ed hanno preso un impegno politicamente molto significativo:  "Risolvere il conflitto in Siria è più che mai un imperativo alla luce degli attacchi di Parigi" ha fatto sapere la Casa Bianca.  

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