Lotta all'Isis, Cremlino frena "Occidente diviso, intesa impossibile". Ci vorrebbero almeno 20mila uomini

. Esteri

Vedere impegnati contemporaneamente per la stessa operazione e con gli stessi obiettivi, America e Russia, appariva in effetti cosa quasi impossibile. E per la rivalità storica con tanto di guerra fredda, ed anche meno fredda come ai tempi della Corea e del Vietnam, e per gli attuali diversi disegni, senza scordare una difficilmente superabile antipatia politica tra Obama e Putin. Con La Russia ancora sotto sanzioni dall'Occidente per l'Ucraina, con una diversa valutazione sul ruolo di Assad in Siria, per non parlare delle mire espansionistiche di Putin su quella che era la vecchia Unione Sovietica. In più Obama non se la sente di portare l'America in un nuovo conflitto, militarmente molto impegnativo, ancora più di quello con l'Iraq, alla vigilia della scadenza del suo mandato. Ha interpretato finora  in un certo modo il ruolo dell'America, non più "sceriffo" per la democrazia nel mondo, e non vuole cambiare idea proprio ora. Per un attacco di terra in Siria contro l'Isis servono almeno ventimila uomini di reparti speciali, difficili da mettere insieme dalla solo Europa. Di forze addestrate per la guerra al terrorismo sul suo terreno, tanto per fare un esempio, l'Italia non ne ha più di duemila. E non e' che siano molte di più le forze francesi od inglesi. Ci sono aerei e droni, ma non bastano. La Germania continua, per i ricordi passati, a non volere sentire parlare di guerra. Dmtri Peskov, portavoce del Cremlino, a margine del G20, smorza facili entusiasmi, "Occidente diviso, accordo impossibile". Insomma l'incontro tra Obama e Putin e' stato si' positivo e costruttivo, ma non certo risolutivo. C'e' l'intesa sul cooperare alla lotta contro il terrorismo, ma una differenza di valutazioni sul modo. Secondo Dmtri in Occidente "ogni paese ha la sua posizione ed un proprio atteggiamento verso i diversi segmenti della lotta al terrorismo. Se pensate che l'Occidente sia unito nel suo approccio al 100% vi sbagliate. Non e' realistico". Come non e' realistico pensare che un incontro tra Obama e Putin di venti minuti, possa segnare una svolta reale, perché le differenti valutazioni rimangono tante. Pero' c'e' la volontà di mantenere un dialogo aperto. Quello che dicono i russi e' una realtà', l'Occidente e' diviso ed e' davanti agli occhi di tutti. Con un Europa a sua volta divisa e non in grado di fare da solo una guerra all'Isis, che "ringrazia".

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