Mali, l'assalto jihadista all'hotel di lusso: 27 morti, liberati gli ostaggi

. Esteri

E' di 27 morti il bilancio ancora provvisorio dell'assalto portato da un commando jihadista ad un hotel di lusso a Bamako, capitale del Mali, al grido "Allah u Akbar" (Allah è grande). L'assalto al Radisson Blue è stato rivendicato poi da una formazione legata ad al Qaeda, al-Morabitum, il cui leader è l'algerino Mokhtar Belmokhtar (o almeno i francesi pensano che sia lui all'origine dell'attentato). Belmokhtar ex comandante di al Qaeda nel Maghreb, recentemente si sarebbe unito all'Isis o avrebbe avuto dal Califfo la proposta di unirsi allo Stato islamico per combattere gli "infedeli". Nel corso di due successivi blitz portati da forze speciali americane e dai militari maliani è stata liberata la maggior parte degli ostaggi, almeno 170 all'inizio dell'assalto (140 ospiti e 30 dipendenti ll'hotel), molti dei quai rilasciati dagli stessi terroristi "perchè dimostravano di conoscere il Corano", come ha riferito uno di loro. Tra gli ostaggi cittadini di nazionalità maghrebina, cinese, indiana, americana e anche rappresentanti della Turkish Airlines e personale di Air France. Una delle vittime è un funzionario belga. Tre componenti del commando sarebbero stati uccisi dalle forze speciali. Parigi ha reso noto che nessun cittadino francese figura tra le vittime dei terroristi, la Farnesina ha assicurato che nessun italiano è rimasto coinvolto nel nuovo attacco del fondamentalismo islamico in un paese che registra la presenza di truppe dell'Onu e un forte contingente militare francese (3000 uomini). Proprio ieri Hollande aveva detto che l'Isis considera la Francia nemica per essere intervenuta con le sue truppe in Mali nel 2013, un paese (ex-colonia, ndr) flagellato dagli scontri sanguinosi tra militari cristiani e fondamentalisti islamici: "Lì abbiamo ottenuto una vittoria e per questo i terroristi ci considerano nemici. In Mali la Francia ha dovuto prendersi le sue responsabilità" ha spiegato il presidente francese.

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