Un solo nemico, due nomi. Isis o Daesh, acronimo neocolonialista odiato dal terroristi?

. Esteri

Una volta almeno nei termini i nemici erano netti, nazisti o comunisti. Un nome da scolpire nell'odio e nel disprezzo dei loro nemici. Ora invece c'e'un po' di confusione, chi uccide e minaccia, come si chiama? Isis o Daesh? La nuova denominazione, appunto Daesh, molto amata dagli esperti americani ed inglesi, e' stata usata anche dal ministro della Difesa francese, Jean-Ives Le Drian, all'indomani dell'assalto a Parigi. Ma e' stata pronunciata anche da Hollande, Kerry ed Obama. Perché? Tutti si riferivano a quella entità che fino a ieri eravamo abituati a chiamare Isis. Anche Daesh e' un acronimo, una sigla, spregiativo per i miliziani musulmani. Si tratta di un acronimo, preso direttamente dalla lingua araba, "al Dawla al Islamiya fi al Iraq e del Levante. Locuzione quest'ultima che si ricollega al toponimo che veniva usato per indicare quella regione chiamata anche grande Siria e che comprendeva il Sud est della Turchia, la Siria, la Giordania, la Palestina, Israele ed il Libano. Era il tempo della grande colonizzazione del XX secolo, quando tutto il popolo musulmano era sotto il controllo politico dei governatori occidentali, francesi belgi, inglesi e tedeschi. Invece Isis viene dalle iniziali in  inglese di "Stato islamico dell'Iraq e della Siria". Daesh in arabo suna anche come come "crash", sempre in inglese. Per gli arabi concetto di distruzione, calpestio, sbattere forte qualcosa. Si sa come dare un brutto nome e' un po' come condannare qualcuno a una sorta di "damnatio memoriae".  Insomma i miliziani vogliono chiamarsi il Califfatto oppure Isis, mentre ritengono un vero e proprio oltraggio Daesh. A Mosul, citta' siriana controllata dall'Isis, alcuni imitanti hanno minacciato di tagliare la lingua a chi usa la parola Daesh.

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