Obama vuole la testa di Assad, ma Putin fa muro. Lo zar contro "l'ambiguo Sultano" che guarda Iraq e Siria per "nuovo impero Turco-Ottomano"

. Esteri

Nel vertice di Parigi si parla clima, ma non solo. Sono presenti 150 leader mondiali e l'occasione e' ghiotta per confrontarsi sui vari scenari internazionali. Con in testa la lotta al terrorismo, in Medio Oriente ed in Libia. Per trenta minuti Barack Obama e Vladimir Putin si sono chiusi in una stanza per parlare a quattr'occhi della Siria. Con il presidente Usa che continua a chiedere la testa di Assad prima di pensare ad una grande coalizione internazionale. E con Putin che fa muro e difende il suo prezioso alleato nella guerra all'iris. Obama ha anche chiesto ai russi di focalizzare i raid aerei in Siria sugli jihadisti e non sui ribelli che combattono Assad. Altro punto che sta a cuore al leader americano e' una de-escalation nei rapporti tra il Cremlino ed Ankara. ma qui sorge un problema. I turchi non intendono chiedere scusa perché sostengono di avere "fatto solo il loro dovere", abbattendo il bombardiere russo. Così lo zar non ha voluto incontrare a Parigi il "sultano", Erdogan. Anche perché al di la' dell'abbattimento dell'areo e dell'uccisione del pilota russo, Putin teme, sulla base di informazioni dei suoi servizi, che la Turchia stia adottando un atteggiamento "altamente ambiguo" nella lotta all'Isis, con la volontà di estendere la sua influenza diretta sulla Siria e sull'Iraq a guerra finita. e creare un nuovo grande sultanato sunnita nel Medio Oriente. Un ritorno a molti secoli fa, con l'Impero turco-Ottomano.

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