Clima, il mondo a Parigi cerca un'intesa. Obama "Possiamo farcela, possiamo cambiare il futuro" . Renzi "Italia in prima fila nella green economy"

. Esteri

Ce la faranno i 150 capi di stato e di governo di tutto il mondo riuniti a Parigi per la conferenza Onu sul clima (COP21) a trovare un accordo per limitare le emissioni inquinanti di CO2 e quindi evitare un aumento del surriscaldamento della Terra? E a contenerlo dunque, con un'intesa mondiale "vincolante", entro i 2 gradi nei prossimi decenni per evitare disastri ambientali irreversibili? Sono gli interrogativi per certi versi drammatici che dominano gli incontri tra i leader al Centro Le Bourget, alla periferia nord della capitale francese, caratterizzati oggi da un'altalena di ottimismo da un lato e di sano realismo dall'altro. La sola buona volontà di Obama, leader del paese guida dell'economia mondiale ma anche il "primo inquinatore", non basta a rassicurare sul raggiungimento di un'intesa, così come la riluttanza di paesi come la Cina e l'India - grandi inquinatori anch'essi e poco disposti a frenare le emissioni delle loro galoppanti industrie se non in cambio di soldi, di tanti soldi dai paesi più ricchi - può costituire un freno al taglio concordato delle emissioni. Ma a Parigi, città superblindata per il vertice e per gli attentati del 13 novembre, non è solo il clima a dominare l'agenda perchè sia il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon sia Hollande hanno legato i devastanti effetti del surriscaldamento globale al terrorismo e alla sicurezza internazionale. E di questo infatti hanno parlato a quattr'occhi Obama e Vladimir Putin: un colloquio centrato sulla Siria in cui il capo della Casa Bianca ha in sostanza chiesto al presidente russo la 'testa' di Assad che deve andar via per la necessaria transizione politica cui e' destinato il paese mediorientale. "Abbiamo bisogno di un accordo significativo e forte qui a Parigi sul clima per stare sotto i due gradi di aumento della temperatura, anche per garantire la pace e la sicurezza internazionale", ha spiegato il segretario generale dell'Onu all'apertura dei lavori. Gli ha fatto eco il presidente francese Francois Hollande: "La lotta a terrorismo e cambiamento climatico sono due grandi sfide che dobbiamo affrontare, perché ai nostri figli dobbiamo lasciare di più che un mondo libero dal terrore, un pianeta preservato dalle catastrofi, un pianeta sostenibile". Poi l'ottimismo e l'impegno di Obama: "Sono venuto di persona come rappresentante della prima economia mondiale e del secondo inquinatore per dire che noi, Stati Uniti, non solo riconosciamo il nostro ruolo nell'aver creato il problema ma che ci assumiamo anche la responsabilità di fare qualcosa in proposito. Possiamo cambiare il futuro qui e adesso. Bisogna agire ora, mettendo da parte gli interessi di breve termine. Siamo l'ultima generazione a poter salvare il pianeta". E poi ancora, dopo Putin e la Merkel, Matteo Renzi che non ha nascosto le difficoltà per un'intesa vera, seria e vincolante ma ha messo in rilievo sforzi che sta facendo l'Italia. "Dobbiamo uscire dalla retorica che l'Italia non fa abbastanza", ha dichiarato il presidente del Consiglio durante il suo intervento. "Il nostro Paese ha ridotto le emissioni del 23% dal 1990, ha un piano di investimenti per quattro miliardi di dollari da qui al 2020, le nostre aziende sono in prima fila, da Eni a Enel. L'Italia ha molto da dire e da fare in questo settore". Quella che si sta giocando a Parigi, per Renzi, "è una partita molto difficile, e a pranzo c'è stato un momento di confronto anche acceso su questo. Non sarà facile arrivare a un accordo ma è una condizione fondamentale. L'accordo va trovato". Perché, ha sottolineato Renzi, "abbiamo una grande responsabilità: come politici siamo chiamati a disegnare il futuro del mondo. Seneca diceva che tutta l'arte è imitazione della natura. I politici sono chiamati a un capolavoro, disegnare la scena in cui vivranno i nostri figli". Il premier aveva ricordato l'impegno italiano già nella mattinata attraverso un post su Facebook: "L'Italia vuole stare tra i protagonisti della lotta all'egoismo, dalla parte di chi sceglie valori non negoziabili come la difesa della nostra madre terra. Siamo tra i paesi leader nella ricerca con scienziati di altissimo livello. Siamo tra i protagonisti della Green economy. Sull'efficienza energetica, con i contatori intelligenti, puntiamo alla leadership mondiale. Dunque, noi facciamo la nostra parte. Ma allo stesso tempo siamo consapevoli che abbiamo bisogno di un accordo internazionale, altrimenti tutto sarà inutile. Siamo a Parigi per trovare un compromesso alto".

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