Forse una svolta in Libia, Tripoli e Tobruk firmano l'intesa per un governo unico. "Giornata storica" dice l'Onu

. Esteri

Forse una svolta per la Libia con la firma avvenuta oggi a Skhirat, in Marocco, da parte delle delegazioni di Tripoli e di Tobruk di un accordo per la costituzione di un governo di unità  nazionale, un esecutivo di riconciliazione che negli auspici dovrebbe portare il paese a libere elezioni entro due anni. Se tutte le tribù, anche quelle oggi assenti in Marocco, si adegueranno all'intesa, il nuovo governo, secondo le parole del segretario di stato americano  Kerry, dovrà insediarsi entro 40 giorni nella capitale libica.  Il mediatore e inviato speciale dell'Onu, il tedesco Marin Kobler, ha parlato di "giornata storica per la Libia", anche in funzione anti-Isis che ormai controlla tra i cento e i duecento chilometri di costa del paese africano nostro dirimpettaio. Soddisfatto il ministro degli esteri Gentiloni, e soddisfatto anche il premier Renzi che si è congratulato con il titolare della Farnesina. A Skhirat, al momento della firma, i rappresentanti dei governi di Tripoli (islamista, appoggiato dalla Turchia) e di Tobruk (quello finora riconosciuto internazionalmente e sostenuto anche militarmente dall'Egitto), si sono abbracciati visibilmente commossi e un applauso si è levato nella sala dove è avvenuta la firma. "Ora è prioritario ampliare la base di consenso al nuovo governo libico nato a Skhirat in Marocco e l'Italia è pronta a fare la sua parte per dare stabilità e sicurezza al paese" ha detto Gentiloni. "Una firma molto importante per la pace in Libia. C'è ancora da lavorare ma è un ottimo inizio. Grazie Paolo Gentiloni": così Matteo Renzi su twitter. "Oggi è una giornata storica per la Libia" ha affermato Kobler che ha aggiunto:"Tutte le parti hanno fatto delle concessioni mettendo l'interesse del Paese davanti a tutto. La comunità internazionale continuerà il suo appoggio al futuro governo libico. Le porte rimangono aperte anche per quelli che oggi non erano presenti. L'Isis rappresenta una sfida per il futuro governo di intesa nazionale. C'è bisogno di un dialogo nazionale globale per trovare un modo per lottare contro i terroristi". 

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