Siria: "Il processo di pace inizierà a gennaio", raggiunto l'accordo all'Onu (ma resta il nodo Assad)

. Esteri

Inizierà a gennaio il processo di pace in Siria. E' l'indicazione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che ha approvato all'unanimità una risoluzione in questo senso. L'obiettivo è il raggiungimento di un cessate il fuoco con colloqui diretti tra il regime di Damasco e le opposizioni per dare avvio alla transizione politica al fine di chiudere una guerra civile che dura da quattro anni e che ha provocato centinaia di migliaia di vittime e milioni di profughi. Il cessate il fuoco in Siria non riguarda la 'guerra' ai terroristi ed in particolare all'Isis da parte della coalizione internazionale guidata dagli Usa, della Francia e della Russia, che continuerà. Nel documento approvato con l'Ok delle cinque potenze con diritto di veto non viene citato esplicitamente Bashar al Assad il cui futuro appare legato all'esito dei negoziati, anche se il presidente Obama ha detto oggi, ancora una volta, che il presidente siriano ha fatto il suo tempo, "ha perso legittimità e se ne deve andare". La Russia ovviamente ha insistito per lasciare indistinta la sorte del suo unico alleato in Medio Oriente: secondo Mosca saranno i siriani a decidere. "Si e' parlato della questione del futuro di Bashar al Assad, ma la posizione russa e' stata molto chiara, ossia che questo summit non era su Assad ma sul cercare di trovare un'opposizione accettabile per i negoziati e un accordo sulla lista dei gruppi terroristici", ha precisato il ministro degli esteri russo Serguei Lavrov.

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L'approvazione della risoluzione al Palazzo di Vetro era stata preceduta dall'accordo intervenuto al tavolo sulla Siria che si era tenuta poco prima sempre a New York. La riunione sulla Siria "è stata difficile ma si è conclusa bene con l’accordo sulla necessità di andare avanti e dare un forte mandato all’inviato speciale Onu Staffan de Mistura per avviare il negoziato tra i rappresentanti dell’opposizione e del regime", ha commentato Federica Mogherini a New York. Soddisfatto anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni: "Quella della comunità internazionale sulla Siria è una scommessa, ma se il processo parte le cose cambieranno".

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